Il Veneto: una terra dai mille sapori tutti da scoprire

I piatti più iconici di ogni provincia

C’è un motivo se tantissimi turisti italiani e stranieri provenienti da ogni parte del mondo scelgono il territorio Veneto come meta per le loro vacanze. Quella Veneta è infatti un’offerta turistica unica, variegata e di qualità, con tantissime destinazioni emergenti che contribuiscono ad affermarlo a livello internazionale. Tale offerta però non vanta esclusivamente paesaggi, storia e natura, ma comprende anche una tradizione enogastronomica che rende la regione un vero e proprio paradiso per gli amanti del buon cibo e del buon vino. I vini pregiati del nostro territorio godono di fama mondiale, così come alcune ricette invidiate in tutto il globo.
Oltre alle splendide città, le meraviglie culturali ed i paesaggi mozzafiato, qui potrete scoprire una gamma di sapori straordinariamente vasta, che spazia dai piatti della cucina di mare dell’Adriatico alle pietanze tipiche delle aree collinari e dell’alta montagna. In questo breve viaggio gastronomico, vogliamo darvi un piccolo assaggio delle bontà che potrete provare in Veneto e condurvi attraverso un tour dei piatti più iconici di ogni provincia della regione, invitandovi ad immergervi completamente nella tradizione culinaria di questa terra unica.

I Bigoli in Salsa – Venezia

Iniziamo il nostro tour proprio da Venezia, la città sull’acqua, uno dei luoghi più suggestivi e magici al mondo nonché capoluogo della Regione. Il piatto che stiamo per scoprire è un piatto povero, legato alla cultura marinara del posto, ma saporitissimo e di grande effetto.
Si tratta dei Bigoli in salsa, un tipo di pasta fresca simile agli spaghetti, ma solitamente più spessi, realizzati con farina di grano duro e acqua. Elemento fondamentale del piatto però è la salsa che accompagna i bigoli, un sugo denso e saporito, preparata con cipolla, acciughe, olio d’oliva, aglio, evo, pepe nero e in alcune versioni con il pomodoro. A volte può anche includere sarde o altri pesci azzurri. La preparazione della salsa inizia soffriggendo la cipolla (abbondante) e l’aglio nell’olio d’oliva, aggiungendo poi le acciughe (tante acciughe) per farle sciogliere e amalgamare i sapori. La salsa è poi condita con pepe nero e lasciata cuocere a fuoco lento fino a raggiungere una consistenza cremosa. Una volta che i bigoli sono stati cotti al dente, vengono scolati e conditi con la salsa preparata, assorbendo tutti i sapori del condimento.
I bigoli in salsa sono un piatto ricco di sapori, con un equilibrio tra la dolcezza della cipolla, la salinità delle acciughe e la cremosità dell’olio d’oliva, che si sposa perfettamente con la consistenza rustica dei bigoli.

Risotto all’AmaroneVerona

Da Venezia proseguiamo verso ovest e ci spostiamo a Verona, la città di Romeo e Giulietta, dei Signori della Scala e della celebre Arena. Il piatto che è stato scelto per rappresentare Verona è un piatto raffinato e delizioso che unisce la cremosità del risotto alla ricchezza e al sapore unico di un altro prodotto tipico del Veneto, ovvero l’Amarone. Prodotto nella regione della Valpolicella, nell’entroterra veronese, l’Amarone è un vino rosso complesso e corposo ottenuto principalmente da uve di Corvina, Rondinella e Molinara, lasciate appassire in modo naturale dopo la vendemmia.
Per preparare il risotto all’Amarone, verrà tritato finemente uno scalogno o cipolla, lasciato appassire in una padella con un po’ di burro a fuoco medio. Si aggiunge il riso e lo si fa tostare leggermente, quindi lo si sfuma con un bicchiere di Amarone e si lascia evaporare l’alcol. Gradualmente verrà versato del brodo caldo, un mestolo alla volta, mescolando costantemente fino a quando il riso non sarà al dente e non avrà raggiunto una consistenza cremosa. Dopo aver spento il fuoco si aggiungerà una noce di burro e Parmigiano Reggiano grattugiato, amalgamando bene il tutto.
Il risultato è un risotto straordinariamente cremoso, con un sapore complesso e avvolgente grazie all’Amarone. Questo piatto è una vera delizia per gli amanti del risotto e del buon vino, perfetto da gustare in occasioni speciali o come piatto principale in un pranzo o una cena elegante.

Baccala alla vicentina – Vicenza

Da Verona ci dirigiamo verso est, verso la vicina città di Vicenza, patrimonio UNESCO e patria del Palladio.
Sebbene non si trovi vicinissima al mare, il piatto che proveremo a Vicenza avrà come protagonista il Baccalà, un tipo di pesce preparato attraverso un processo di salagione e essiccazione. Il Baccalà tradizionalmente viene realizzato utilizzando principalmente il merluzzo, anche se il termine può talvolta essere usato in modo più generico per riferirsi a varie specie di pesce che vengono sottoposte a questo tipo di trattamento.
Il Baccalà alla vicentina una specialità della cucina veneta, particolarmente diffuso nella città di Vicenza e nelle zone circostanti. Un piatto a base di baccalà che viene cotto a fuoco lento con ingredienti come latte, cipolla, olio d’oliva, farina, burro, grana grattugiato e spesso aromatizzato con aglio e acciughe. La preparazione è abbastanza laboriosa, ma il risultato è un piatto ricco e saporito, con una consistenza cremosa e un gusto delicato. Il baccalà viene prima lasciato in ammollo per diverse ore per dissalare, poi viene tagliato a pezzi e cotto lentamente in una pentola con gli altri ingredienti fino a quando non raggiunge una consistenza morbida e si forma una sorta di crema. Servito tradizionalmente con polenta, il baccalà alla vicentina è un piatto che unisce sapori semplici, ma ricchissimi.

Dolce del Santo – Padova

Procediamo il nostro viaggio ed entriamo a Padova, la città del Santo, un luogo incredibile di storia e cultura. Padova è sede di un’università tra le più antiche del mondo, oltre ad ospitare innumerevoli siti storici patrimonio UNESCO, come la Cappella degli Scrovegni ed il ciclo degli affreschi di Giotto.
La specialità del luogo che è stata selezionata è un dessert, un dolce tipico associato alla celebrazione del Santo Patrono della città, ovvero Sant’Antonio, e prende il nome di “Torta del Santo“.Si tratta di un dolce tradizionale, preparato solitamente in occasione della festa del 13 giugno. La Torta del Santo è una torta ricca e golosa, composta da un impasto lievitato farcito con una miscela di mandorle, zucchero, uova, cacao e spesso arricchita con frutta candita e liquore (tipicamente rum). La sua forma è solitamente a stella o una figura a otto punte, per rappresentare la tradizionale forma della Basilica di Sant’Antonio a Padova. La preparazione della Torta del Santo richiede una certa maestria e tempo, poiché l’impasto deve lievitare due volte prima di essere cotto, e la farcia deve essere preparata con cura per garantire la giusta consistenza e il giusto equilibrio di sapori. Una volta cotta, la Torta del Santo viene spesso decorata con zucchero a velo e servita come dolce tradizionale durante le celebrazioni in onore di Sant’Antonio. È un dolce ricco e aromatico, che celebra la ricca tradizione culinaria e religiosa della città di Padova.

Tiramisù – Treviso

Treviso, la città d’arte, ci attende dopo pochi chilometri verso est. Un centro cittadino raccolto ma ricco di tesori nascosti da scoprire attraversando vicoli, piazze caratteristiche e canali in grado di offrire scorci straordinari. Treviso è la patria di uno dei dolci più famosi in assoluto, imitato in tutto il mondo: il Tiramisù. Il suo nome indubbiamente curioso in italiano significa letteralmente “tirami su” o “alzami” e vuole proprio riflettere il suo effetto energizzante grazie al suo contenuto di caffeina e zuccheri.
La sua ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di ingredienti semplici ma deliziosi, che si combinano per creare un dessert straordinario. Gli ingredienti principali del Tiramisù includono savoiardi (biscotti simili a dita di dama), uova, zucchero, mascarpone (un formaggio fresco), caffè espresso e cacao in polvere. Il risultato finale è un dolce irresistibilmente cremoso, con il contrasto perfetto tra il gusto robusto del caffè, la dolcezza dei savoiardi e la morbidezza del mascarpone. Il Tiramisù è un’eccellenza della pasticceria, simbolo del luogo e dell’Italia.

Risotto alla pilota – Rovigo

Il nostro viaggio ci conduce poi a Rovigo, capoluogo dell’omonima provincia. Benché possa sembrare una città meno conosciuta rispetto a mete turistiche più rinomate, Rovigo ha una storia affascinante e offre ai visitatori diverse attrazioni e caratteristiche interessanti, oltre a piatti davvero gustosi.
In particolare, un risotto cremoso e saporito, arricchito con salsiccia locale e spesso accompagnato da un tocco di vino rosso. La preparazione del Risotto alla Pilota, tipico di Rovigo, prevede l’uso di riso Carnaroli o Vialone Nano, riso comune nella regione veneta per la preparazione dei risotti. La salsiccia locale, di solito chiamata “salsiccia alla rovigotta”, è una parte essenziale del piatto, insieme a cipolla, brodo di carne, vino rosso, burro e Parmigiano Reggiano. La salsiccia viene prima rosolata in padella per sviluppare i suoi sapori, quindi si aggiunge la cipolla e si fa soffriggere. Successivamente viene aggiunto il riso, che viene tostato leggermente prima di sfumare con il vino rosso. Infine, viene aggiunto il burro e il Parmigiano Reggiano grattugiato per completare il piatto, che viene servito ben caldo. Il Risotto alla Pilota è un piatto sostanzioso e pieno di gusto, che riflette l’essenza della tradizione culinaria di Rovigo e delle terre circostanti.

Pasta e fagioli Lamon – Belluno

Il nostro tour delle specialità del Veneto non può che terminare a Belluno, la porta delle Dolomiti, una delle catene montuose più belle al mondo caratterizzata da valli profonde, laghi cristallini, boschi lussureggianti e maestose cime rocciose innevate.
Osservando il panorama mozzafiato, a Belluno si potrà gustare un piatto molto semplice ma incredibilmente gustoso: la Pasta con i fagioli di Lamon.
La pasta e fagioli veneta è un piatto tradizionale e apprezzato della cucina italiana, particolarmente radicato nella regione del Veneto: un vero e proprio comfort food, ricco di sapore e nutrimento. I Fagioli di Lamon sono una varietà particolarmente pregiata coltivata nella zona di Lamon, situata nelle Prealpi Venete, noti per la loro qualità superiore, il sapore delicato e la consistenza cremosa.
Per preparare la pasta e fagioli veneta, si inizia solitamente facendo un soffritto con olio extravergine d’oliva, cipolla e, talvolta, pancetta o guanciale, che conferiscono un gusto affumicato e saporito al piatto. Successivamente vengono aggiunti i fagioli, solitamente fagioli, lasciati cuocere lentamente con brodo di carne o vegetale, pomodori freschi o passata di pomodoro, e aromi come rosmarino e salvia. Dopo aver fatto cuocere i fagioli fino a renderli morbidi e cremosi, si aggiunge la pasta. Generalmente si utilizzano formati di pasta corta come ditalini, mezze maniche o tubetti. La pasta viene cotta direttamente nel sugo di fagioli fino a quando non è al dente, assorbendo tutto il sapore del condimento. La pasta e fagioli veneta è spesso servita con un filo d’olio d’oliva crudo e una spolverata di formaggio grana padano o parmigiano reggiano. È un piatto sostanzioso e completo, perfetto per riscaldare il cuore nelle fredde giornate invernali o da gustare in qualsiasi momento dell’anno per un pasto confortante e delizioso.

L’incredibile varietà di sapori e ingredienti, la cura nella preparazione e la passione per la tradizione rendono la cucina veneta un’autentica esperienza gastronomica. Che si tratti di un piatto ricco di mare, di una specialità montana o di un dolce decadente, ogni assaggio è un viaggio nei tesori nascosti di questa regione, che continua a sorprendere i palati di chiunque abbia la fortuna di assaggiarla. E tu, sei pronto a provare tutte le specialità di questa regione straordinaria? Il tuo Viaggio in Veneto ti aspetta.

Le specialità della tradizione culinaria Veneta e molto altro ti aspettano al Villaggio San Francesco di Caorle!
A due passi da Venezia e affacciato direttamente sul Mare Adriatico, il nostro centro vacanze a 5 stelle è la cornice perfetta per provare gustosissimi piatti di pesce e non solo!
Il Ristorante Tukan Beach è la nostra Location fronte mare giovane e moderna, la cucina è semplicemente deliziosa e i cocktail spettacolari. Potrai scegliere tra tantissime proposte di antipasti, primi e secondi di carne e pesce, dai grandi classici a rivisitazioni innovative e piatti internazionali! Se sei alla ricerca di qualcosa di più leggero e veloce potrai invece optare per l’Italian Street Food Restaurant “Al Volo”, il locale perfetto per rilassarti gustando prodotti tipici italiani a bordo piscina!
Inoltre, grazie alla sua posizione privilegiata sulla costa Veneta, il Villaggio San Francesco è la destinazione ideale per spostarsi facilmente all’interno della regione e raggiungere velocemente tante altre meravigliose città, da Venezia a Padova, da Treviso a Verona.
Sei pronto per partire? La tua vacanza indimenticabile in Veneto ti sta aspettando!

Le vacanze estive dei nativi digitali

By Ally&Aury

Le Vacanze Estive: un momento super atteso!

Vacanze estive” sono due parole che alla nostra età si caricano di un significato particolare. Infatti, dopo mesi e mesi incasinati passati sulla scrivania per preparare mille verifiche ed interrogazioni, i momenti estivi sono il premio finale che ogni studente si merita, anche perché diciamolo: ogni tanto un po’ di riposo non fa mai male a nessuno, specialmente alla fine di un anno che è sembrato durare un’eternità.
A giugno arriva quindi il momento di dimenticare libri e banchi di scuola per staccare la spina e per ricaricare le energie in previsione del successivo anno scolastico (sì perché settembre prima o poi arriva per tutti).

E, sebbene vi siano quasi sempre i compiti delle vacanze da portare a termine entro l’estate, con un po’ di organizzazione si riescono ad incastrare anche dei momenti di sano relax e di divertimento con i propri amici e famigliari.
Giugno, luglio ed agosto significano anche una cosa essenziale: vacanze di qualsiasi tipologia, dalla montagna al mare, dalla città d’arte al piccolo borgo medioevale arroccato sulla collina. In ogni caso, una delle nostre priorità include senza dubbio la ricerca di destinazioni cosiddette “instagrammabili“, ossia da poter fotografare e condividere sui social media con tutti i nostri amici: ovviamente serve un’ottima connessione internet nel luogo in cui si alloggia, così da poter fare un daily dump della nostra fantastica giornata ogni sera.

Il Wi-Fi è anche molto importante per poter comunicare con i nostri amici e famigliari che non sono venuti in vacanza con noi, ma soprattutto per noi è importantissimo da avere per poter mandare delle bellissime foto alle nostre nonne che ci tengono particolarmente ad essere sempre super aggiornate riguardo a cosa abbiamo visitato nel corso della giornata.
Le vacanze, tuttavia, non sono solamente internet e social media: è vero, siamo una generazione iperconnessa, ma per tanti di noi le vacanze rappresentano il momento perfetto per prendersi una pausa dalla dimensione digitale e dallo smartphone.
Perciò, oltre al meritato relax, vogliamo poter scegliere tra mille attività diverse ogni giorno: escursioni, sport, esperienze e giochi in compagnia sono tutte opzioni in grado di rendere la nostra vacanza entusiasmante e stimolante a 360 gradi.

In primis, ma che estate sarebbe senza sdraio, ombrellone e sole?

L’ombrellone e i lettini sono infatti il nostro posto preferito per rifugiarci all’ombra, ascoltare la nostra musica preferita o leggere un bel libro che si ha sul comodino da mesi e che non si ha mai letto perché durante la scuola non si ha tempo nemmeno per respirare. Oppure un romanzo dato da leggere dai professori che a primo acchito potrebbe non essere di nostro gusto, ma che poi alla fine diventa uno dei nostri preferiti da rileggere e rileggere altre mille volte.
Stare in spiaggia fa venire però anche una gran fame, i bar in riva al mare sono perfetti per potersi bere qualche bibita ghiacciata, fare merenda con un buonissimo gelato e magari postare qualche storia carina sui profili social.

Per coloro che amano lo sport, l’estate è il momento perfetto per dedicarsi a numerose attività fisiche all’aperto che nei mesi precedenti si è impossibilitati a fare: noi adoriamo tantissimo fare snorkelling, andare in bicicletta durante il tramonto percorrendo tutto il lungo mare, giocare a beach volley con i nostri amici e molto altro ancora!
(P.S. sport estivi >>>> sport invernali e su ciò non cambieremo mai idea.)

Infine parliamo di attività serali, come feste e musica, indispensabili per rendere la nostra estate indimenticabile. Le serate estive offrono infatti numerose opportunità per divertirsi e socializzare all’aperto insieme agli amici e perché no? Magari con altre persone conosciute durante la vacanza. Le feste in spiaggia o in piscina sono assolutamente da organizzare, con tanto di musica a tutto volume, giochi e cibo per trascorrere una serata divertente con la propria compagnia.
Non possono mancare ovviamente cene a tema o barbecue all’aperto, le quali si trasformano in una occasione perfetta per sperimentare nuove ricette e per stare insieme con gli amici!
Questi sono i nostri segreti per una estate perfetta ed indimenticabile: avere sempre un occhio verso settembre e verso i compiti delle vacanze assolutamente da terminare prima dell’inizio della scuola, senza però rinunciare al relax e alle vibes che solo l’estate è in grado di regalarci.

Affacciato al mare cristallino della Croazia, il BiVillage di Fazana è la location perfetta per una vacanza entusiasmante tra relax, divertimento e avventura!

Per gli amanti dell’adrenalina e del divertimento, il BiVillage offre il Trampoline Park e l’Adventure Park, due parchi in cui mettere alla prova le tue abilità acrobatiche e vivere emozionanti avventure tra salti e percorsi aerei nella nella natura incontaminata! 

Il resort è dotato anche di una nuovissima Gaming Room all’avanguardia, il luogo perfetto per gli amanti del tech e dei videogames in cui potrai vivere esperienze digitali immersive e sfidare gli amici in una vastissima selezione di giochi!

La nostra animazione è pensata per offrire un’esperienza coinvolgente per ragazzi, grazie a tantissime attività, giochi e spettacoli durante tutta la giornata!

Un’opportunità imperdibile per divertirsi e conoscere tanti nuovi amici. 

Gli amanti dello sport e dell’attività fisica troveranno al BiVillage un’incredibile gamma di possibilità: dalle partite di calcio a quelle di pallavolo, dal tennis al ping pong, fino al nuoto e alle lezioni di vela e windsurf sulle splendide acque dell’Istria! 

Tra un’avventura e l’altra potrai goderti del meritato relax sulla nostra spiaggia Bandiera Blu: lunga quasi 1 km, si trova davanti al parco nazionale delle Isole Brijuni! 

La tua estate indimenticabile in Croazia ti attende!

L’autrice

Siamo ALLY&AURY, due sorelle di 18 e 21 anni di Verona: Aury frequenta l’ultimo anno di università triennale di economia a Milano, mentre Ally l’ultimo anno di liceo classico. Nei contenuti che realizziamo parliamo della nostra quotidianità, di organizzazione scolastica ed universitaria, di lifestyle e di molto altro!

Mille esperienze in una singola estate: la tua prossima vacanza tra cultura e natura

Il turismo odierno è un universo in continua evoluzione, in linea con le sempre nuove esigenze ed aspettative del turista contemporaneo. Proprio quest’ultimo è diventato nel corso del tempo un soggetto sempre più informato, connesso ed esigente, alla ricerca non più di una semplice vacanza bensì di una vera e propria esperienza di viaggio, completa e complessa. Questa ricerca si traduce nel desiderio di integrazione di diversi elementi all’interno di un singolo viaggio: relax, benessere, sport, divertimento e cultura, il tutto all’interno di un’unica, indimenticabile esperienza.

Sebbene infatti le ferie siano per tutti il periodo più atteso dell’anno, spesso la loro organizzazione si trasforma in un momento di indecisione. Mare o Montagna? Viaggio rigenerante o avventuroso? Città d’arte o natura da esplorare?
Decidere non è sempre facile, ma per nostra fortuna esistono destinazioni turistiche che non ci costringono a farlo: anzi, ci incoraggiano a vivere esperienze che potremmo definire polivalenti, in grado di offrirci tantissime possibilità e scenari differenti.
Perché dover scegliere se è possibile vivere mille vacanze in una singola estate?

Certo, le destinazioni turistiche in grado di conciliare tali elementi sono poche e preziose, caratterizzate da un insieme unico di fattori che difficilmente possono essere replicabili ovunque.
La posizione strategica di una destinazione, ad esempio, è un elemento di fondamentale importanza: le destinazioni che si trovano in luoghi facilmente accessibili e che offrono una varietà di attrazioni e attività nelle vicinanze hanno un vantaggio innegabile, perchè permettono al turista di esplorare diverse sfaccettature della località in breve tempo e senza dover percorrere lunghe distanze.
Un altro fattore determinante è senza dubbio la conformazione geografica del territorio. Esistono infatti luoghi che offrono una varietà incredibile di paesaggi e ambienti naturali e che sono in grado di soddisfare una gamma più ampia di interessi e preferenze dei turisti.
Da considerare vi è inoltre l’organizzazione del turismo gestita dalla località turistica, aspetto fondamentale per garantire un’esperienza di viaggio completa e soddisfacente. Le destinazioni che investono nella pianificazione e nella gestione strategica del turismo, promuovendo un’offerta integrata di servizi e attrazioni, sono in grado di offrire ai turisti una gamma più ampia di esperienze e di agevolare la loro partecipazione a diverse attività. Un buon destination management può anche contribuire a preservare l’ambiente naturale e culturale della destinazione, garantendo che rimanga un luogo attraente e accogliente per i visitatori nel lungo termine.

Tra i rari territori in grado di garantire ai viaggiatori un’offerta estremamente completa e diversificata rientra sicuramente la regione Veneto. Grazie alla sua ricchezza di paesaggi, al suo patrimonio culturale, la storia millenaria e le tantissime opportunità di relax e svago, il Veneto rappresenta sicuramente la destinazione perfetta per soddisfare il desiderio di esperienze indimenticabili del turista contemporaneo. Non a caso si conferma come prima regione turistica in Italia, con un totale di 21,1 milioni di arrivi e quasi 72 milioni di presenze nel 2023.

Innanzitutto, il Veneto può vantare una varietà di ambienti naturali di straordinaria bellezza, che spaziano dalle ampie spiagge dorate della costa adriatica, alle Colline del Prosecco patrimonio UNESCO famose in tutto il mondo, fino ai panorami mozzafiato d’alta montagna delle Dolomiti. Questa diversità offre agli amanti della natura la possibilità di praticare una vasta gamma di attività all’aperto, tra cui escursioni, trekking, ciclismo, sci e sport acquatici. In particolare, grazie ai suoi 158 chilometri di costa, il Veneto è la destinazione ideale per gli amanti del mare e può accogliere sia i turisti alla ricerca di una spiaggia attrezzata e dotata di tutti i comfort, sia gli amanti dei lidi più “selvaggi” e incontaminati.

Dal punto di vista culturale, la regione è una vera e propria miniera di tesori storici e artistici. Venezia, Padova, Verona, sono tutte città Patrimonio dell’umanità UNESCO e raccolgono una straordinaria concentrazione di capolavori artistici ed architettonici, celebri musei e monumenti famosissimi che raccontano secoli di storia e cultura. 

La regione è inoltre rinomata in tutta Italia per la sua eccellente cucina e i suoi vini pregiati. In Veneto è possibile gustare specialità locali, dai sapori di mare a quelli di montagna, accompagnando ogni pietanza con vini rinomati a livello internazionale come il Prosecco DOCG, il Soave, oppure il Valpolicella.

Il Veneto è pronto ad accogliere anche i turisti alla ricerca di relax e benessere disponendo di una vasta gamma di resort termali e spa di lusso, immersi in contesti idilliaci in cui prendersi una pausa e rigenerare mente e corpo.

Infine, è anche una destinazione ideale per il divertimento e l’intrattenimento. Le città più grandi offrono una vivace vita notturna, con una vasta selezione di ristoranti, bar, club e locali alla moda, mentre durante tutto l’anno si tengono festival, eventi culturali e manifestazioni che animano le strade e le piazze delle città, dalle più rinomate alle più nascoste. Si tratta, in conclusione, di una destinazione perfetta per soddisfare tutte le esigenze del turista moderno, grazie alla combinazione unica di natura, cultura, enogastronomia, relax, sport e divertimento, elementi importantissimi per la propria vacanza memorabile.

Guardando verso est, esattamente sulla sponda opposta del Mar Adriatico, si estende l’Istria, una lunga penisola situata all’estremità settentrionale dell’Adriatico tra il golfo di Trieste e il golfo del Quarnaro, a cavallo tra la Slovenia e la Croazia. 

Quello istriano è anch’esso un territorio in grado di offrire tantissime opportunità di vacanza, grazie alla sua incredibile posizione strategica e al suo ricco patrimonio di bellezze naturali e culturali.
Il Mare cristallino sul quale si affaccia è celebre in tutta europa, come d‘altronde le sue spiagge attrezzate alternate a calette nascoste e misteriose. Si tratta di un paradiso balneare perfetto per adulti e bambini, per chi desidera rilassarsi al sole o praticare sport acquatici come snorkeling, windsurf e kayak.

L’Istria è però ricca anche di storia e cultura, essendo costellata di città affascinanti come Fiume, località storica caratterizzata da un centro storico e prezioso che si “scontra” con l’architettura ed il fascino decadente del suo grande porto, oppure Pola, città in cui poter ammirare antichi siti romani, chiese secolari e musei ricchi di tesori. 

Quello istriano è un territorio che non delude nemmeno coloro che cercano esperienze culinarie autentiche, in quanto regione famosa per la sua cucina tipicamente mediterranea caratterizzata da un’infinita varietà di piatti a base di pesce fresco, tartufi, olio d’oliva extravergine, formaggi locali e vini pregiati da gustare nei numerosi ristoranti, trattorie e konoba tradizionali sparsi lungo tutto il territorio.

L’Istria è anche un paradiso per gli amanti della natura, con un paesaggio variegato tutto da esplorare. Partendo dalle colline ricoperte di vigneti e uliveti, passando per le vaste foreste di querce e castagni, fino alle vette più alte delle Alpi Dinariche si susseguono paesaggi perfetti per escursioni, trekking, hiking e avventure all’aria aperta.

Anche coloro che cercano relax e benessere potranno scegliere l’Istria come meta per la loro vacanza rigenerante. La penisola offre infatti una selezione di resort di lusso, spa e centri benessere perfetti per vivere un’esperienza tranquilla e rigenerante. Viaggiatori da tutta Europa giungono qui per godersi massaggi rilassanti, trattamenti di bellezza e sessioni di yoga immersi nella natura incontaminata dell’Istria.

La penisola è nota infine anche per la sua vivace vita mondana: eventi all’aperto, feste, manifestazioni, discoteche e locali animano con musica e luci le serate istriane, con tanto di vista suggestiva sul mare in notturna. 

Divertimento, Cultura, Sport, Natura e Relax in un’unica indimenticabile esperienza: scopri il Villaggio San Francesco ed il BiVillage, i due resort di proprietà BiHoliday ideali per la tua vacanza polivalente!
Il Villaggio San Francesco è un centro vacanze a 5 stelle sulle rive di Caorle, situato a pochi passi dalla magica Venezia e premiato Bandiera Blu! Goditi la sua ampia spiaggia attrezzata e Pet Friendly, esplora i dintorni in sella alla bicicletta lungo i tantissimi percorsi ciclabili e scopri le città d’arte ed i borghi nascosti nelle vicinanze!
Anche il Bivillage di Fazana ti aspetta per tantissime avventure adrenaliniche in riva ad un mare cristallino o per una vacanza rigenerante a contatto con la natura. Affacciato sul Parco Nazionale delle Isole Brioni, Il resort è vicinissimo a Pola e Fiume, città storiche della penisola istriana in cui scoprire la cultura e la tradizione del luogo!

L’autore:

Giorgio Monticelli guida con passione e innovazione Nexia, la società titolare dei rinomati brand Yallers e Borghi Italiani.

Da oltre un decennio, Giorgio è un punto di riferimento nel turismo digitale, specializzandosi nel creare ponti tra i viaggiatori online e le più belle ma anche nascoste destinazioni dell’Italia.

Con un approccio dinamico e creativo, coordina una serie di iniziative sui canali Instagram di Yallers Italia e Borghi Italiani, oltre a guidare una vivace comunità online su Facebook. Queste piattaforme sono teatro di eventi esclusiv, photowalk, e influencer tour che celebrano e mettono in luce la ricchezza culturale e la bellezza intrinseca delle destinazioni italiane.

Oltre al suo impegno professionale, Giorgio è anche un fotografo amatoriale di talento, la cui lente è costantemente alla ricerca dei panorami più mozzafiato e degli angoli più segreti d’Italia e del mondo, cercando di catturare l’essenza autentica di ogni luogo.

Eurovelo 8,

la rotta del mediterraneo

Un Viaggio in bicicletta alla scoperta di paesi e tradizioni

Cicloturismo: un trend in crescita

Riflettendo sull’esperienza del viaggio, Ernest Hemingway diceva che “È andando in bicicletta che si imparano meglio i contorni di un Paese”, per sottolineare come essa consenta di vivere i luoghi in modo più vero e profondo. Negli ultimi anni, il consiglio del celebre autore statunitense sembra esser stato recepito da tantissime persone che hanno scelto le due ruote come mezzo per viaggiare ed esplorare. In particolare, a partire dal 2022 il Cicloturismo ha registrato un’impennata di successo senza precedenti sia a livello italiano che europeo. Guidato dalla crescente consapevolezza sull’importanza del benessere fisico e mentale, oltre che dalla ricerca di esperienze nuove ed autentiche, sempre più persone si affidano alla bicicletta per vivere paesaggi mozzafiato, città storiche e itinerari panoramici. 
Anche l’attuale crisi climatica e la maggiore attenzione verso la sostenibilità ambientale hanno contribuito alla crescita del cicloturismo, spingendo molte persone e città ad adottare politiche di mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra e migliorare la qualità dell’aria. In questo contesto, la bicicletta si è affermata come uno dei mezzi di trasporto più sostenibili e a basso impatto ambientale, offrendo numerosi vantaggi rispetto ad altri mezzi di trasporto.

Alla scoperta di Eurovelo 8

Non solo le persone, ma anche le città ed i paesi hanno iniziato ad adottare politiche di mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, migliorare la qualità dell’aria e promuovere un turismo meno impattante a livello ambientale. Da diverso tempo l’Unione europea sta lavorando per aumentare i livelli di mobilità ciclistica, promuovendo l’utilizzo della bicicletta per spostarsi anche in vacanza. Oggi parleremo di EuroVelo, la rete europea di ciclovie di lunga percorrenza, un progetto avviato già nel 1995 dalla European Cyclists’ Federation (ECF) e che una volta completato raggiungerà circa 90.000 chilometri di vie ciclabili. Ad oggi vede in corso di sviluppo ben 17 percorsi che connettono ogni parte del continente, coordinati e gestiti a livello europeo. 

Tra questi, uno tra i più interessanti è sicuramente Eurovelo 8, il percorso dedicato all’esplorazione dell’area settentrionale del mediterraneo. Partendo dallo stretto di Gibilterra infatti si attraversano Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania e Grecia per arrivare infine a Cipro.
Uno degli scorci più affascinanti di questa meravigliosa tratta ciclabile si estende da Venezia, magico capoluogo della regione del Veneto, fino a Fazana, un pittoresco villaggio croato vicinissimo alla cittadina di Pola che incanta i visitatori grazie al suo autentico fascino mediterraneo. Un percorso che attraversa mare dalle acque scintillanti, chilometri di sabbia dorata, isole misteriose, cibo eccezionale e antiche città!

Da Venezia a Pola in bicicletta

Partiamo da Venezia, la città sulle acque che incanta e affascina con la sua bellezza senza tempo e la sua atmosfera unica al mondo. Perdersi tra le sue calli ed i suoi canali è come viaggiare indietro nel tempo, tra palazzi maestosi, chiese monumentali e caratteristici ponti che si riflettono sull’acqua a testimoniare la grandezza passata del capoluogo veneto. A pochi chilometri dalla serenissima si trova Caorle, soprannominata proprio “la piccola Venezia”: una gemma del litorale veneto, celebre per le sue spiagge dorate, i canali pittoreschi e l’atmosfera di pace. Le strette stradine acciottolate del borgo antico raccontano storie di pescatori e tradizioni secolari, i colori sgargianti delle case affacciate sul mare creano un quadro indimenticabile, mentre il profumo proveniente dai ristoranti locali invoglia a gustare le prelibatezze della cucina marinara veneta. A Caorle avrete l’imbarazzo della scelta, poichè essa è il luogo perfetto per ciclisti grandi e piccoli! Non vi resterà che decidere se pedalare lungo gli itinerari che conducono alla scoperta della Laguna circostante, se costeggiare il mare, oppure seguire i tanti percorsi cicloturistici dell’entroterra.

Spostandosi dal Veneto al Friuli, pedalando lungo la costa, si giunge a Grado, una caratteristica cittadina dell’adriatico affacciata ad una laguna che rivela il suo vero tesoro: un ecosistema unico al mondo, ricco di biodiversità e bellezze naturali protette. Allontanarsi da un panorama simile risulta difficile, ma vale la pena rimettersi in sella e pedalare verso l’entroterra per visitare la poco distante città di Aquileia, sito UNESCO dal 1998 che conserva un patrimonio ricchissimo come testimonianza tangibile di un luogo che costituì una delle più ricche capitali dell’Impero Romano.

Proseguendo il viaggio verso est sarà impossibile non innamorarsi di Trieste, vero e proprio gioiello del Nord-Est italiano, un luogo che incanta con la sua ricca storia, la sua architettura elegante e la sua posizione suggestiva sullo splendido Golfo. Situata al crocevia di culture e tradizioni, questa città cosmopolita offre un’esperienza unica che mescola l’eleganza mitteleuropea con la vivacità del Mediterraneo. D’obbligo la visita al Castello di Miramare, storico edificio situato su una scogliera panoramica a pochi chilometri dal centro città che rappresenta l’icona della città nonché una testimonianza del suo passato aristocratico. La città inoltre offre tantissimi percorsi da seguire in bici che permettono di scoprire questa incantevole parte del Friuli-Venezia Giulia, adagiata tra il blu del Mare Adriatico e il verde dei boschi del Carso.

Una volta tornati in sella, poco dopo aver oltrepassato il confine con la Slovenia si attraverserà Capodistria, una delle città più antiche del paese, fondata nell’antichità come importante centro commerciale e portuale. Vanta un patrimonio culturale eccezionale che si riflette nei suoi palazzi imponenti, nelle sue chiese antiche e nelle sue piazze pittoresche e piene di vita. A pochi minuti di bici si trova Portorose, città celebre per le sue terme in cui sarà possibile rigenerarsi prima di proseguire il viaggio. Sebbene sia famosa come località per il relax ed il benessere, Portorose è anche una destinazione in cui ricercare cultura e divertimento grazie alla vivace scena artistica, ai numerosi eventi culturali e ad una variegata offerta per l’intrattenimento. Inoltre, i suoi ristoranti di classe, i suoi bar alla moda e i suoi casinò eleganti aggiungono un tocco di glamour alla sua atmosfera in grado di attrarre anche gli amanti della movida notturna. 

Subito dopo essere entrati in Croazia ad aspettarci ci sono Rovigno e Parenzo, due località splendide dell’Istria rinomate non solo per la tradizione marinara che caratterizza le città portuali ma anche per le splendide spiagge, il mare pulito e le numerose opportunità per praticare sport acquatici e tantissime altre attività all’aria aperta. 
La tappa finale del nostro tour su due ruote è la poco distante città di Pola, situata sulla punta meridionale della penisola istriana e celebre per il suo straordinario patrimonio romano, il suo mare cristallino e la sua vivace atmosfera. Il simbolo più emblematico di Pola è senza dubbio l’Arena, uno dei più grandi anfiteatri romani ancora conservati al mondo. Questo magnifico edificio, costruito nel I secolo d.C., domina il centro storico della città e ospita numerosi eventi culturali e spettacoli durante tutto l’anno.

Pola però non è solo storia antica; è anche una moderna città costiera, circondata da splendide spiagge sia sabbiose che rocciose, baie segrete e acque cristalline che invitano al relax e al divertimento. Il suo centro storico è vivacissimo e offre ai turisti tantissimi mercatini, ristoranti in cui degustare le specialità croate, bar alla moda e locali per gli amanti della vita notturna e della musica. Eurovelo 8 è un’esperienza che permette di immergersi nella bellezza naturale e culturale che caratterizza il bacino mediterraneo, attraversando paesi, paesaggi e tradizioni.
Rappresenta inoltre un’occasione per sperimentare il “turismo lento” in bicicletta, un mezzo grazie al quale riconnettersi con la natura ed il paesaggio, magari fuori dalle solite rotte, per vivere un’esperienza diversa dal solito.
Luoghi straordinari vi attendono, siete pronti a partire? 

Il cicloturismo è un’opportunità di godersi appieno il proprio viaggio: significa entrare in contatto diretto con il territorio, notare i particolari, riscoprire il piacere di viaggiare lentamente ed in modo sostenibile. Se una vacanza in sella alla bicicletta ti incuriosisce, i villaggi turistici di BiHoliday sono la destinazione ideale. Eurovelo8 – la rotta del Mediterraneo – collega infatti il Villaggio San Francesco di Caorle ed il BiVillage di Fazana, due resort dotati di tutti i comfort e tutti i servizi per la tua vacanza slow! 

Il Villaggio San Francesco sorge sulle rive di Caorle, la città soprannominata “la piccola Venezia” e situata a due passi dal capoluogo Veneto, che offre una rete di percorsi ciclabili che permettono di esplorare la bellezza naturale e culturale della zona in modo sostenibile e rilassante. I percorsi si estendono lungo la costa e verso la campagna, offrendo viste panoramiche mozzafiato sul mare Adriatico e sul territorio circostante.
Il BiVillage si trova a Fazana, vicino alle meraviglie naturali delle Isole Brioni e alla città croata di Pola, una località in grado di offrire viste spettacolari sul mare cristallino e dalla quale partono percorsi ciclabili nell’entroterra tra uliveti, vigneti e antichi borghi medievali, alla scoperta della storia e della cultura dell’Istria.
Noi non vediamo l’ora di accoglierti, sei pronto a partire?

L’autrice:

Evelyn Lamberto nasce a Bergamo il primo giugno 1991. Curiosa e sempre in movimento, sperimenta più di uno sport, dalla danza classica fino alla pallavolo. Il colpo di fulmine però arriva nel 2020 con il ciclismo. In sella alla sua prima bici da corsa, scopre l’amore per le due ruote e il ciclismo diventa il mezzo per esprimere, conoscere e misurare se stessa in una successione di sfide personali sempre più intense. La passione per le salite la porta in vetta alle mete più ambite tra cui il Passo dello Stelvio ma sono quelle di casa sua, in provincia di Bergamo, a rubarle il cuore. Da una scalata all’altra, ogni pedalata si tinge di emozioni e scoperta di luoghi nuovi e suggestivi, in un viaggio tra le meraviglie del nostro Paese. Evelyn oggi è una triatleta ma una cosa è certa: la frazione bici sarà sempre la sua preferita.

IL PADEL:

Un fenomeno sportivo emergente

Il settore sportivo, come quello turistico, è in costante evoluzione. Gli amanti dello sport sono sempre alla ricerca di nuove esperienze e le vacanze rappresentano il momento perfetto per scoprire e sperimentare nuove forme di divertimento. 

Tra le tante attività emergenti, negli ultimi anni una in particolare è stata in grado di entusiasmare e coinvolgere anni un numero sempre maggiore di sportivi in tutto il mondo: il Padel. In questo nuovo articolo andremo ad esplorare l’universo del padel e scopriremo come e perché questa disciplina è riuscita a conquistare in poco tempo milioni di nuovi appassionati! 

La Storia

Il Padel è uno sport che combina elementi di tennis e squash, e si gioca all’interno di un campo più piccolo e circondato da pareti di vetro. Originario del Messico degli anni ‘60, la storia della sua invenzione è davvero curiosa. 

Essa risale al 1969, quando il mecenate messicano Enrique Corcuera, sbagliando le misure per la costruzione di un campo da tennis all’interno della sua lussuosa residenza ad Acapulco, decise di rimediare considerando le pareti come parte integrante del campo da gioco. Di questa strana disciplina che aveva inventato, e che iniziò a chiamare “padel”, scrisse anche le prime regole, che sono rimaste perlopiù quelle attuali. 

Successivamente, presentò la sua invenzione ad un suo conoscente di Marbella, e questi ne fu colpito a tal punto da decidere di esportare il gioco proprio in Spagna nel 1974. Poco dopo, nel 1975, fu il milionario Julio Menditengui ad importare il nuovo sport nel suo Paese, l’Argentina: anche qui il successo fu straordinario ed in breve tempo il Padel si diffuse fino a contare alcuni milioni di praticanti e migliaia di campi, diventando uno degli sport più praticati dell’intera nazione. 

Il segreto dietro al successo del padel è sicuramente la sua natura dinamica, ma anche la facilità di apprendimento e la socialità che promuove: tutti questi elementi rendono il gioco perfetto per chi cerca una sfida sportiva divertente e accessibile. 
In Italia comincia ad affermarsi nei primi anni 2000, ma la sua popolarità è aumentata esponenzialmente solo durante il periodo di pandemia, poiché essendo uno sport dinamico e all’aperto in tantissimi hanno deciso di provarlo in alternativa agli sport al chiuso.

Le regole

Considerando la sua capacità di adattarsi a diversi livelli di abilità e l’atmosfera amichevole che crea, è evidente come il Padel rappresenti lo sport perfetto da provare anche in vacanza. Ma come si gioca? 
Il campo da padel è simile a quello da tennis, ma più piccolo: misura 10 metri di larghezza e 20 di lunghezza. È recintato da 4 pareti alte tre metri e trasparenti, mentre le racchette sono lunghe circa 45 cm, 25 di larghezza e 3,5 di spessore. A differenza di quelle da tennis non hanno corde ma il cosiddetto “piatto pieno”, molto spesso dotato di fori per conferire aerodinamicità. Le palline invece, sono simili a quelle del tennis ma più leggere e gonfiate con minor pressione. Anche la rete è leggermente più bassa, per 92 centimetri alle estremità e 88 al centro.
La battuta si effettua obbligatoriamente dal basso, colpendo la palla con la racchetta sopra il bacino dopo averle fatto fare un rimbalzo. Se lanciamo la pallina e la facciamo rimbalzare, questa può toccare le pareti ed essere colpita; l’importante è che non ve la si scagli direttamente senza che prima abbia fatto un rimbalzo sul pavimento. La pallina può essere colpita al volo, ad eccezione del colpo di risposta al servizio dell’avversario.
Il padel è principalmente praticato in doppio e solo negli eventi di maggior rilievo si disputa in singolo, ovvero uno contro uno. Il punto viene segnato quando gli avversari permettono alla pallina di rimbalzare due volte, se la fanno impattare direttamente contro le pareti o se la fanno finire in rete. Per quanto riguarda il punteggio, il calcolo segue lo stesso sistema del tennis: 15 punti per uno, 30 per due e 40 per tre. Nel caso di parità a 40-40, una delle coppie deve ottenere due punti in più dell’avversario per vincere il gioco. 
La vittoria di un set è attribuita a chi raggiunge per primo i 6 game, a meno che il punteggio sia 5-5 o 6-6: nel primo scenario, è necessario ottenere un distacco di due game per vincere 7-5; nel secondo caso, si procede al tie-break, dove ogni punto vale uno e la vittoria è assegnata a chi raggiunge almeno 7 punti con un distacco di almeno 2 punti dall’avversario. La conquista di due set determina la vittoria della partita.

Proprio per la sua semplicità il Padel coinvolge ed appassiona tantissime persone che dopo averlo provato non possono più farne a meno. È uno sport divertente ed accessibile perfetto da praticare anche in estate, per tenersi in forma durante il periodo di ferie grazie ad entusiasmanti sfide con i propri compagni di vacanze!
E tu hai mai provato il Padel? Lo Sport del momento ti aspetta!

Vacanze sportive al Villaggio San Francesco

Il Villaggio San Francesco è la destinazione ideale per la tua vacanza all’insegna dello sport a due passi da Venezia!

Immerso nella natura di Caorle, affacciato al mare Adriatico con la sua spiaggia premiata Bandiera Blu, è rinomato per essere uno dei migliori villaggi sportivi in Italia, dove adulti, ragazzi e famiglie possono scegliere ogni giorno tra tantissime attività sportive.

Una novità esclusiva del resort 5 stelle sono proprio i 2 nuovissimi campi da Padel, per sfidare amici e famigliari e divertirvi in compagnia. Aperti tutti i giorni dalle 7.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 24.00, sono il luogo perfetto per entusiasmanti partite 2vs2 oppure 1vs1!
Inoltre, grazie alle lezioni collettive gratuite o alle lezioni individuali private, grandi e piccoli potranno migliorare le proprie abilità in questo nuovo e coinvolgente sport!

E se non disponi dell’attrezzatura? Non preoccuparti, potrai noleggiare tutto ciò che ti serve presso lo snackbar “Al Volo”, situato all’ingresso dei campi sportivi!

Sei pronto a scoprire il Padel al Villaggio San Francesco? La tua vacanza sportiva ti attende!

L’autore:

Marta Conean è un’ex tennista professionista italiana originaria del
trevigiano, la quale può vantare ben 6 convocazioni nella nazionale
femminile di Tennis. Ci ha raccontato di essersi innamorata di questo
sport 9 anni fa:

Ci ho giocato per la prima volta a Roma e da allora non sono piu’ riuscita a smettere. E’ uno sport semplice, che affascina per sua capacità di coinvolgere e di entusiasmare le persone. Da subito ho capito che avrebbe avuto un grandissimo successo.

Nel 2018 anni la FIT le chiede di contribuire allo
sviluppo ed alla diffusione di questa nuova disciplina
nella regione Veneto ed oggi ricopre il ruolo di
consigliera Regionale FITP delegata al Padel. Inoltre,
Marta dirige il Padel Club “0422” all’interno del Park
Tennis di Villorba, storico centro sportivo della città di
Treviso.

Summer camp

Entusiasmanti esperienze per lo sviluppo ed il benessere di grandi e bambini

Summer Camp: cosa sono?

In un’epoca in cui le persone sono sempre più immerse nella tecnologia e sempre più sedentarie, i camps estivi assumono un’importanza fondamentale per quanto riguarda salute, sviluppo e intrattenimento.
Si tratta di programmi organizzati durante il periodo estivo,
prevalentemente destinati a bambini e adolescenti, ma diventati molto popolari anche tra i più grandi.

Offrono una varietà di attività educative, sportive e ricreative e solitamente si svolgono in location come villaggi turistici, parchi divertimenti, centri sportivi o in strutture apposite, solitamente di durata settimanale.

Definire i camps estivi come semplici attività all’aperto è tuttavia sbagliato: si tratta di vere e proprie esperienze, in grado di promuovere la crescita personale e lo sviluppo sociale, psichico e motorio.

I Benefici

I summer camp sono momenti durante i quali, prima di tutto, è possibile socializzare, si fanno amicizie con coetanei e si instaurano nuove relazioni, magari anche inaspettate e durature. Un ulteriore beneficio è senza dubbio l’incentivo all’attività fisica e stimolare a ragazzi e ragazze ad innamorarsi sempre di più tramite esperienze indimenticabili lontano da casa al loro sport preferito.

I benefici sono molteplici, dallo stimolo all’attività sportiva all’aspetto psico-sociale. In particolare per i più piccoli, intraprendere esperienze al di fuori dell’ambiente familiare ed uscire dalla “comfort zone” è importante per responsabilizzarsi e sviluppare socializzazione e autonomia. Una settimana “da soli” per i più piccoli è un passo di crescita importante!

I camps inoltre promuovono poi lo sviluppo della fiducia in se stessi e l’autostima: imparare nuove abilità e superare le sfide migliora la percezione del bambino nei confronti di se stesso, aumentando consapevolezza e determinazione.

Anche il fattore “team” contribuisce ad ampliare l’orizzonte sociale di adulti e ragazzi. Grazie alle attività di squadra si impara a lavorare insieme, ad accettare e rispettare le differenze, a collaborare verso un obiettivo comune, instaurando legami fra le persone e migliorando le capacità comunicative. I programmi dei campi estivi comprendono infatti attività per lo sviluppo di tutte quelle abilità sociali che promuovono un clima di rispetto reciproco ed eliminano situazioni di esclusione e bullismo. Altro aspetto di fondamentale importanza è rappresentato dalla capacità dei campus estivi di insegnare la disciplina e l’osservazione delle regole. L’adesione al regolamento stabilito è una prerogativa necessaria per la partecipazione alle attività delle settimane di vacanza e sport, strumenti di crescita quindi non solo sportiva, ma anche personale.

Infine, è da notare come questi Summer Camp non conoscano confini culturali. I partecipanti giungono potenzialmente da ogni parte del mondo e per questo sarà possibile incontrare compagni di attività provenienti da background diversi! Si tratta di un’ esposizione alla diversità che arricchisce culturalmente, aprendo la mente e favorendo l’inclusione.

Il Summer Camp perfetto

Un’esperienza di questo tipo può sicuramente risultare utile per la crescita, ed è particolarmente consigliato alle famiglie per dare uno strumento in più ai figli: regalerà un’estate indimenticabile ed equipaggerà con competenze e valori fondamentali lungo il percorso della vita!

Affinché ciò accada è però necessario che tale esperienza sia strutturata nel modo corretto. Un camp ben organizzato deve infatti possedere una serie di elementi imprescindibili, a partire da istruttori e animatori qualificati e formati, noi mettiamo a disposizione dei “campers” lo staff che segue le nostre squadre di pallavolo di alto livello giovanile e della prima squadra, per un programma sviluppato e coinvolgente che offre oltre alla disciplina-base del camp una vasta gamma di attività che spaziano da vari sport, giochi all’aperto, attività artistiche, escursioni, laboratori educativi, alternati ovviamente a momenti di relax e svago.

Anche la location e le strutture disponibili costituiscono aspetti fondamentali per un camp di alto livello: sono necessari ampi spazi e strutture multifunzionali, per consentire una varietà di attività all’aria aperta, e la dotazione di campi sportivi per tutte le attività specifiche.

Particolare attenzione alla qualità dell’alloggio per i partecipanti, strutture dotate di comfort e sicurezza per la tranquillità delle famiglie, il tutto unito a un servizio di ristorazione che assicuri pranzi e cene adatti all’attività sportiva e al notevole dispendio di energie che vada ad aiutare i “campers” dopo una giornata di attività, con ovviamente menu dedicati in casi di allergie e intolleranze documentate.

Ora conosci tutti i vantaggi dei Summer camp!
Se non hai ancora deciso cosa fare questa estate, per te o per i tuoi figli, e sei alla ricerca di avventure costruttive tutte da vivere, considera fra le varie opzioni i campi estivi: esperienze entusiasmanti di crescita, apprendimento e divertimento!

I Summer Camps di BiHoliday

I villaggi BiHoliday sono la scelta perfetta per organizzare camp estivi, siano essi destinati a bambini, ragazzi e adulti! Entrambi dispongono di un complesso di strutture ottimali per ospitare un’ampia gamma di attività sportive e ricreative, offrendo un ambiente stimolante e sicuro per lo sviluppo fisico e sociale dei partecipanti.

Al Villaggio San Francesco, situato a Caorle, sono presenti campi da tennis e padel, calcio e calcetto, pallavolo e beach volley, oltre ad una palestra e tantissimi altri sport. La sua posizione tranquilla e la presenza di istruttori qualificati garantiscono un’esperienza positiva per i partecipanti, con un mix equilibrato di divertimento e apprendimento.

Anche al BiVillage di Fazana, in Croazia, potrai cimentarti in queste attività sportive e in aggiunta, potrai provare tantissimi sport acquatici, una gaming room, un Adventure park ed un Trampolin park! L’atmosfera vivace e la natura incontaminata che lo circonda rendono questo luogo ideale per un’esperienza estiva indimenticabile.

Entrambi i villaggi si distinguono per la loro attenzione alla sicurezza e per la varietà di attività, offrendo un ambiente perfetto per la crescita, la socialità e la pratica di diverse discipline sportive. Entrambi i villaggi dispongono anche di locali in cui sarà possibile alloggiare comodamente, servizi igienici adeguati e ristoranti in cui poter provare tantissimi piatti del luogo! Da non dimenticare inoltre la possibilità di organizzare escursioni nei dintorni, alla scoperta delle bellezze circostanti.

Lo sapevi che organizzando un camp in BiHoliday anche le famiglie avranno un vantaggio? Potranno infatti usufruire di uno sconto fino al 15% per tutta la stagione, in entrambe le strutture!

Non esitare a chiederci informazioni per realizzare il tuo progetto: events@biholiday.com

L’autore:

Piero Garbellotto, presidente di Prosecco DOC Imoco Volley Conegliano, squadra da cinque stagioni consecutive Campione d’Italia di volley femminile.

Noi di Prosecco DOC Imoco Volley da anni portiamo in giro per l’Italia e quest’anno anche all’estero in Croazia il nostro brand e migliaia di giovani pallavoliste e pallavolisti frequentano camp e centri estivi portandosi a casa un bagaglio di esperienze eccezionale con allenatori al top in strutture di alto livello.”

Info sui camp Imoco Volley www.imocovolley.it

BiHere – Il Magazine ufficiale di BiHoliday

“Una stagione ricca di novità,
divertimento e nuove esperienze
è volta al termine, come, a ben
dire, succede ogni anno.

E ora?”

È online ora l’Edizione 2023

BiHere è il magazine di BiHoliday dove raccogliamo spunti, riflessioni, consigli per esperienze di viaggio sempre più uniche, ma è anche attualità, condivisione e inclusione.

La scelta paperless

Il nostro magazine è disponibile solo in versione digitale.

Abbiamo a cuore le risorse del nostro pianeta e abbiamo scelto di limitare l’uso della carta quando possibile.

Anticipazioni sulla prossima stagione

Una nuova esperienza di vacanza

Il nostro obiettivo è garantirti sempre la migliore vacanza possibile: ecco perchè ci dedichiamo costantemente alle innovazioni strutturali, tenendo sempre a mente i concetti di sostenibilità ed inclusività che guidano ogni scelta.

Un tuffo nella stagione 2023

Durante questa stagione ci siamo affacciati verso realtà e filosofie diverse tra loro.

Dalle opere d’arte installate nei villaggi (ricordi la Batana di Monica Patrovic al Villaggio San Francesco e le Briccole di Enrico Marcato al BiVillage?), alla scoperta dei fondali di Caorle e delle meravigliose Isole Brioni, fino alla filosofia Vanlife, coliving e coworking e all’incontro con le famiglie arcobaleno.

Non mancano lo sport, la cucina, i viaggi a quattro zampe, la scoperta delle città vicine ai nostri Villaggi.

È stata una stagione incredibile: rivivila insieme a noi sfogliando l’edizione 2023 del magazine ufficiale BiHere!

L’artista

Enrico Marcato

Enrico Marcato, 47 anni, vive tra Padova e Venezia, dove ha l’atelier. A Venezia ha studiato all’Accademia di Belle Arti.

Ha lavorato come artigiano e portato avanti la sua passione per la pittura.

Successivamente un’intuizione che lo ha portato a lavorare sulla briccole. Tra i primi a credere nelle sue opere Arrigo Cipriani dell’Harry’s Bar.

Sport e benessere: una conversazione con Vittoria Piani, pallavolista dell’IMOCO Volley

Sport e benessere: una conversazione con Vittoria Piani, pallavolista dell’IMOCO Volley

La mia passione per la pallavolo è iniziata quando ero solo una bambina. Fin da piccola, ho sempre amato muovermi e sfogare la mia energia attraverso lo sport. Quando ho visto la mia prima partita di pallavolo, rimasi affascinata dalla dinamicità del gioco e dalla squadra che lavorava insieme per raggiungere un obiettivo comune. Da quel momento, sapevo che volevo farne parte.

La pallavolo è stata una parte fondamentale della mia crescita. Mi ha insegnato importanti lezioni di vita, come l‘importanza del lavoro di squadra, la perseveranza e la gestione dello stress. Fin da giovane, ho imparato ad affrontare le sconfitte e ad accettare che non sempre si può vincere. Queste esperienze mi hanno reso più forte e mi hanno insegnato a superare gli ostacoli nella vita.

Inoltre, la pallavolo mi ha aiutato a sviluppare una disciplina personale. Avevo bisogno di allenarmi costantemente per migliorare le mie abilità tecniche e fisiche. Questo mi ha insegnato il valore del duro lavoro e della determinazione, aiutandomi a gestire il tempo in modo efficace, bilanciando gli allenamenti con gli studi e gli altri impegni.

I benefici dell’attività sportiva

Fare sport è una delle attività più salutari che una persona possa fare. Infatti, ci sono molti benefici associati a una regolare attività fisica, sia per il corpo che per la mente.

Il primo beneficio, e forse il più ovvio, del fare sport è il miglioramento della salute fisica.

L’esercizio fisico regolare può aiutare a prevenire molte malattie. Questo perché l’attività fisica aumenta il flusso sanguigno, migliorando il metabolismo e aiutando a mantenere il nostro sistema immunitario forte.

Inoltre, lo sport può aiutare ad incrementare la forza muscolare e la flessibilità, contribuendo così a prevenire infortuni e a migliorare la qualità della vita generale. Allo stesso tempo, il movimento può aiutare a ridurre lo stress sulle articolazioni, migliorando così la loro salute a lungo termine.

Ma i benefici del fare sport non riguardano solo il nostro corpo. Infatti, l’esercizio fisico può anche avere un impatto positivo sulla nostra salute mentale.

Ad esempio, l’attività fisica può aiutare a ridurre lo stress e l’ansia, migliorare l’umore e aumentare la fiducia in se stessi. Questo perché stimola il rilascio di endorfine nel cervello, che sono i cosiddetti “ormoni della felicità”.

Fare sport può aiutarci anche a dormire meglio, aiutandoci a regolare i ritmi circadiani del nostro corpo, migliorando la nostra capacità di addormentarci e di restare addormentati durante la notte. Il sonno di qualità migliore, a sua volta, può aiutare a ridurre lo stress e l’ansia, migliorare la concentrazione e la memoria, e aumentare la nostra energia e la nostra capacità di concentrazione durante il giorno.

Infine, può aiutare a migliorare la socializzazione e le relazioni interpersonali. Partecipare ad attività sportive o a gruppi di fitness ti permette di incontrare nuove persone e a costruire relazioni positive basate sulla condivisione di interessi e attività, favorendo la salute mentale dell’individuo e il senso di appartenenza alla comunità.

In conclusione, ci sono molti benefici associati al fare sport, sia per il nostro corpo che per la nostra mente. L’esercizio fisico regolare può aiutare a prevenire malattie, migliorare la salute fisica e mentale, aumentare la socializzazione e migliorare la qualità della vita generale. Pertanto, è importante cercare di incorporare l’attività fisica nella nostra routine quotidiana, anche solo con piccoli cambiamenti come camminare invece di guidare o utilizzare le scale invece dell’ascensore.

Conosci l’autore

Vittoria Alice Piani

Ciao, mi chiamo Vittoria Alice Piani, ho 25 anni e sono una pallavolista professionista.
Gioco con il team campione d’Italia e campione del Mondo Imoco Volley Conegliano!

Ho cominciato a giocare a pallavolo quando avevo solo 14 anni, da quel giorno non mi sono più fermata.
Nel 2015 ho vinto l’oro nei Mondiali Under 18 con la Nazionale giovanile e poi negli anni successivi ho giocato con varie squadre sia in serie A2 che, soprattutto, in serie A1.

Il Villaggio San Francesco di Caorle è un luogo magico dove gli amanti dello sport possono soddisfare ogni desiderio di attività fisica e di divertimento.

Questo affascinante resort situato sulla meravigliosa costa adriatica offre una vasta gamma di attività per tutte le età. Che tu sia un appassionato o desideri semplicemente trascorrere del tempo attivo all’aria aperta, qui troverai sicuramente qualcosa di adatto alle tue preferenze.

  • Sport acquatici e da spiaggia: Data la posizione privilegiata del Villaggio sul mare, gli sport acquatici sono una delle principali attrazioni. Puoi provare il windsurf e lasciarti trasportare dalle onde, oppure dedicarti al kayak. Se non sei un amante del mare, invece, che ne dici di una bella partita a beach volley?
  • Sport in villaggio: Potrai fare quattro tiri nei nostri nuovi campi da Padel, oppure cimentarti col tennis, calcetto, tiro con l’arco, basket, volley.
  • Ciclismo: Esplora i dintorni del villaggio su due ruote con affascinanti percorsi ciclabili che ti porteranno a scoprire la bellezza della zona circostante.
  • Ginnastica e attività in piscina: Il resort offre anche attività in acqua e in piscina, come acquagym e altre forme di ginnastica, per tenerti in forma e divertirti nello stesso tempo.
  • Palestra: Utilizza la nostra sala attrezzi recentemente ristrutturata, oppure prova i nostri corsi di Cross-fit o pilates!

Queste sono solo alcune delle numerose attività sportive disponibili in Villaggio. Indipendentemente dalle tue preferenze, qui troverai sempre qualcosa di entusiasmante da fare.
Ricorda, lo sport è un ottimo modo per rilassarsi, socializzare e prendersi cura del proprio benessere fisico e mentale. Non vediamo l’ora di darti il benvenuto e di condividere con te momenti indimenticabili all’insegna dello sport e del divertimento.

Art 4 Tomorrow

Il progetto culturale che lega Villaggio San Francesco e BiVillage

Abbiamo chiesto a due artisti di interpretare questo viaggio, tracciando una linea tra Italia e Croazia

Una linea invisibile che unisce, attraverso l’acqua, due nazioni e in particolare due città di mare.

Enrico Marcato e Monica Patrovic, sono gli artisti che sono stati selezionati per tracciare questa linea tra l’Italia e la Croazia nell’ambito del progetto “Art 4 Tomorrow” voluto da BiHoliday.

L’arrivo delle briccole al BiVillage

Scopri qui il progetto di Enrico Marcato ideato per il BiVillage, Croazia.

Dalla Croazia all’Italia, in “barca”

Ci spostiamo ora in Croazia dove incontriamo Monica Petrovic.

Pittrice, restauratrice, lavora presso il museo Archeologico dell’Istria. A questa attività abbina la creazione di opere d’arte in particolare attraverso la pittura. A lei è stato chiesto di dare nuova vita ad una batana.

Cos’è una batana?

Si tratta di una piccola imbarcazione a fondo piatto caratterizzata da sponde molto basse. Viene mossa a remi oppure issando un albero con una vela cosiddetta al terzo. È tipica della navigazione nell’Alto Adriatico perché grazie al fondo piatto è in grado di navigare su fondali molto bassi.

La pittura mi ha sempre affascinata

spiega l’artista, sottolineando come “operare la trasformazione della barca è stata una grande sfida“.

Infatti una volta decisi i colori e le forme da tracciare il lavoro è stato fatto con la barca rovesciata.

Quindi è stato necessario immaginare il risultato finale ‘diritto’ per poi riportarlo sulla batana capovolta.

L’elemento centrale di questo progetto artistico – come già sottolineato – è lo scambio culturale: la barca realizzata a Fasana oggi si trova a Caorle, al Villaggio San Francesco, e le briccole di Marcato a Fasana al BiVillage.

Una bella amicizia, quella tra Italia e Croazia: ci lega il mare ma non solo.

L’Art-Activism di BiHoliday

Arte, storia ed il concetto del viaggio: un grande mix culturale che trova la sua espressione in questo progetto: “BiHoliday abbraccia l’arte – spiega Ilenia Cherubin, DG del gruppo Bi-Holiday – come linguaggio valoriale. Oltre che esprimere quell’Art-Activism che oggi ci permette di parlare di temi socialmente importanti“.

Tra questi BiHoliday sottolinea il valore di un territorio e il suo rispettocon tutto ciò che gravita attorno, ad esempio, al riuso“.

L’artista

Enrico Marcato

Enrico Marcato, 47 anni, vive tra Padova e Venezia, dove ha l’atelier. A Venezia ha studiato all’Accademia di Belle Arti.

Ha lavorato come artigiano e portato avanti la sua passione per la pittura.

Successivamente un’intuizione che lo ha portato a lavorare sulla briccole. Tra i primi a credere nelle sue opere Arrigo Cipriani dell’Harry’s Bar.

Le tegnue

I sorprendenti fondali di Caorle

Le tegnue sono dei rialzamenti rocciosi che dal fondale marino si ergono verso l’alto, tipici di alcune zone nord adriatiche.

Le si possono trovare in varie forme: a volte singole, cioè lontane l’una dall’altra, oppure raggruppate.

Sono principalmente formazioni di origine calcarea, che possono alzarsi anche per diversi metri e molto diverse dalle classiche “alture“, formate in gran parte da fango e sabbia.

L’origine del nome

Il nome tegnua è principalmente legato ai vocaboli “tenere” o “fermare” e deriva proprio dal fatto che le reti dei pescatori vengono trattenute dalle asperità del fondo.

In gergo marinaresco vengono anche chiamate “tresse”, per l’intreccio l’una con l’altra che le caratterizza.

Prendere una tegnua

Prendere una tegnua, almeno fino a qualche anno fa significava molto spesso danneggiare la rete anche in maniera devastante.

Con l’avvento delle strumentazioni altamente tecnologiche, prima del “Loran” e oggi del GPS, hanno fatto si che negli anni queste siano state quasi interamente segnalate, quindi attualmente, almeno per quanto riguarda lo strascico, messe al sicuro da qualsiasi pericolo.

Oggi, solo i sommozzatori si avvicinano a queste milionarie strutture, ed è l’unico essere, a parte i pesci che vi abitano, che può godere della loro spettacolare bellezza.

L’Alto Adriatico, sebbene piccolo, è tra i mari che ne conta di più nei suoi seppur bassi fondali.

La tegnua è un patrimonio nonché un serbatoio di vita marina che non ha eguali quindi, se ben gestita e protetta, astici, scorfani, gronghi e decine di altre specie ittiche potranno continuare ad abitare i fondali marini ancora per molti anni.

Alla scoperta di Caorle

Situato sulla costa veneziana nella regione del Veneto, si trova il pittoresco borgo di Caorle.

Questa affascinante località balneare vanta un centro storico caratterizzato da strette stradine lastricate, case colorate e un’atmosfera autentica che cattura l’essenza della tradizione.

Il centro città è infatti un vero gioiello che attira visitatori da tutto il mondo.

Le origini risalgono all’epoca romana, quando era un importante centro commerciale e un porto di scalo per le rotte marittime dell’Adriatico.

Nel corso dei secoli, la città ha subito l’influenza di varie culture, tra cui quelle bizantine, longobarde e veneziane, che hanno lasciato un’impronta indelebile sulla sua architettura e sulla sua cultura.

Nella città ergono affascinanti case colorate, con facciate dipinte in tonalità vivaci come il rosa, il blu e il giallo. Queste case tradizionali, alcune delle quali risalgono al XVI secolo, conferiscono al centro storico un aspetto pittoresco e unico nel suo genere.

La piazza principale, chiamata Piazza Vescovado, è il cuore pulsante del centro storico. Qui si trova il duomo di Santo Stefano, un’imponente chiesa romanica risalente all’XI secolo, con un campanile a forma di cipolla che si erge sopra il paesaggio urbano.

La cattedrale è un luogo di grande importanza storica e religiosa per la città, e il suo interno custodisce opere d’arte di notevole valore.

Inoltre, passeggiando per le stradine del centro storico, si possono scoprire antiche botteghe artigiane e negozi di souvenir che vendono prodotti tipici locali.

Non mancano poi ristoranti e caffè accoglienti dove è possibile gustare prelibatezze della cucina veneta, come i famosi “cicchetti“, piccoli stuzzichini accompagnati da un bicchiere di vino.

Una visita al centro storico non sarebbe completa senza una passeggiata sul lungomare. La spiaggia dorata si estende per chilometri lungo la costa e offre la possibilità di rilassarsi al sole o fare una nuotata nelle acque cristalline dell’Adriatico.

Durante l’estate, Caorle si anima con eventi culturali e folkloristici che richiamano turisti e locali. Tra le celebrazioni più famose c’è la festa di San Rocco, patrono della città, che si tiene il 16 agosto.

L’autore

Vittorio Emanuele Dalla Bella ha 61 anni ed è stato un pescatore per oltre 35. Amante del mare, è un profondo conoscitore dell’Alto Adriatico e delle sue tegnue.

Filosofia Vanlife

Abbracciare la libertà di vivere la vita sulla strada

Se chiedete a noi, ai nostri amici o a una persona qualsiasi che vive in un van, cosa significhi viverci, otterrete molto probabilmente la stessa risposta: libertà.

La filosofia della vanlife consiste nell’esplorare il mondo e nell’abbracciare uno stile di vita nomade.

Si tratta infatti di vivere la vita alle proprie condizioni, senza essere legati a un lavoro da 8 ore al giorno o ad un luogo specifico.

Si può andare dove si vuole e fare casa ovunque si finisca.

Questo stile di vita è incredibilmente libero ed è stato adottato da chi cerca di sfuggire alla frenesia della vita moderna, come noi!

È uno stile di vita che incoraggia la crescita personale, l’esplorazione e all’avventura, poiché la maggior parte delle volte non sappiamo dove andremo a finire e ogni giorno è una scoperta, trovandoci in posti sempre nuovi e conoscendo persone che non abbiamo mai incontrato prima.

Non ci preoccupiamo del tran tran quotidiano o dello stress della vita di tutti i giorni potendoci concentrare su ciò che ci interessa, essendo liberi di esplorare il mondo coi nostri tempi.

Prendersi il proprio tempo

Vanlife incoraggia le persone ad esplorare, creando sempre nuovi ricordi, e a prendersi il proprio tempo, invece di correre sempre.

Ci incoraggia anche a vivere con uno stile di vita minimalista, apprezzando anche le cose semplici che la vita ha da offrire, dato che un furgone come il nostro ha solo uno spazio limitato a disposizione e si può portare con sé solo ciò che è strettamente essenziale.

Per esempio, prima della vita in furgone, non ci saremmo mai aspettati che una lavatrice e dei vestiti appena lavati ci potessero rendere così felici!

L’esperienza di vivere in un furgone è diversa per tutti, non esistono due persone che possano vivere la stessa, ma una cosa che ci accomuna tutti è l’emozione che deriva dall’essere sulla strada aperta.

Molti vanlifers scoprono di avere un forte legame con i luoghi che visitano, con le persone che incontrano e con la natura che li circonda mentre viaggiano, ricercando sempre più destinazioni che possano regalargli queste sensazioni, e così facciamo anche noi.

La filosofia della vanlife prevede anche molto fai-da-te, infatti costruire il proprio furgone è una parte integrante di questo stile di vita e anche un ottimo modo per risparmiare e avere la libertà di progettare a proprio piacimento la casa.

Costruire il proprio furgone

La costruzione inizia dalla progettazione degli interni alla personalizzazione degli esterni, fino all’installazione di impianti elettrici e idrici, ed è proprio così abbiamo fatto anche noi!

Dopo aver acquistato il nostro T5 vuoto, abbiamo creato la nostra piccola abitazione su quattro ruote.

C’è tutto ciò che ci serve: acqua corrente, elettricità, un letto e uno spazio per riporre i bagagli. Con una scala fissa possiamo persino salire sul tetto, sul quale abbiamo installato un altro serbatoio d’acqua, con scatole per lo stoccaggio e un pannello solare per l’autoproduzione di elettricità.

L’interno è stato progettato in modo da avere un’ampia zona salotto durante il giorno, trasformandosi durante la notte in un letto, con pochi semplici passaggi.

Per noi era inoltre importante che il design fosse fotogenico, piccoli dettagli come ghirlande e luci fiabesche rendono il nostro furgone ancora più accogliente.

Quando si arriva in una destinazione turistica come un villaggio, chi viaggia in van deve considerare come parcheggiare e come accedere a servizi come elettricità, acqua e fognature. È quindi importante documentarsi su questi aspetti prima di arrivare, in modo da garantire un soggiorno il più possibile confortevole e senza problemi.

Inoltre, è essenziale essere a conoscenza di tutte le leggi e le normative locali che possono essere applicate.

La vita in furgone diventa molto più semplice quando scegliamo una piazzola in un campo vacanze.

Per esempio, dato che non abbiamo un bagno nel nostro piccolo furgone, siamo grati di avere a disposizione una toilette e una doccia, che ovviamente sono disponibili in campeggio.

Anche cucinare o lavare i piatti è più divertente quando si ha a disposizione acqua calda corrente, non dovendosi infine preoccupare per la sicurezza.

I villaggi BiHoliday

I villaggi turistici BiHoliday sono situati a Caorle, in Italia, e a Fasana, in Croazia.

Oltre alla disponibilità di Mobile Home, appartamenti e servizi di hotellerie, hanno al loro interno numerose piazzole per tende, roulotte e camper, ideali per chi desidera trascorrere una vacanza all’insegna della natura e del relax.

Le piazzole sono ampie e ombreggiate, dotate di allacciamento elettrico e di servizi igienici e docce comuni (attrezzati anche di bagni privati).

Sono inoltre disponibili aree camper service, con scarico acque nere e grigie.

I Villaggi offrono una vasta gamma di attività per i suoi ospiti, tra cui ampie piscine con scivoli, un acquapark, campi da tennis, calcetto, beach volley, padel etc, miniclub e un’area fitness all’aperto.

Inoltre, in tutte e due le strutture si organizza animazione per adulti e bambini, con giochi, tornei e spettacoli serali.

Per coloro che desiderano esplorare il territorio circostante, il Villaggio San Francesco si trova in una posizione strategica, vicino a Venezia, Caorle, al fiume Livenza e alle numerose attrazioni turistiche della zona.

Il BiVillage è a pochi minuti da Fasana e Pola, affacciandosi sul bellissimo arcipelago delle isole Brioni.

Inoltre, il nostro personale è sempre disponibile per fornire informazioni e assistenza agli ospiti, garantendo un soggiorno piacevole e confortevole.

Gli autori

Siamo Annika e Mathias, fotografi di viaggio tedeschi.

Abbiamo sviluppato la nostra passione per i viaggi e la fotografia negli ultimi anni insieme e da allora siamo stati in tutti e 7 i continenti.

La fotografia è il nostro lavoro principale da un anno e metà di questo lo abbiamo passato a bordo del nostro furgone.

Pola

Breve storia di una città e di cosa non si può perdere

Pola è uno dei centri croati più vivaci dell’Istria, la piccola penisola triangolare bagnata dalle acque settentrionali del mar Adriatico, ed è nota, come il resto della regione Istriana, per il clima mite, il mare calmo e la natura incontaminata.

Come ogni città di mare la sua storia è uno stratificarsi di popoli, tradizioni, costruzioni e bombardamenti e ciò la rende uno dei centri più interessanti di tutta l’area.

Pola e la sua Arena

Anche se una leggenda racconta che i primi abitanti di Pola furono Giasone e gli Argonauti, la vera fondazione della città avvenne per merito dei Romani che conquistarono l’area nel 177 a.C., costruendo poi la città intorno al 46 a.C. come colonia di cittadini romani (chiamata allora Pietas Iulia).

Il glorioso passato romano di questa città si può ancora respirare passeggiando tra le sue vie, punteggiate di monumenti emblematici, primo fra tutti il suo anfiteatro, il monumento antico meglio conservato di tutta la Croazia.

L’anfiteatro, noto anche con il nome di Arena di Pola, domina l’intero centro storico e ne è il simbolo più iconico. È il sesto anfiteatro più grande ancora esistente ed è stato costruito tra il 2 a.C. e il 14 d.C. per volere del primo imperatore, Augusto.

La forma che vediamo oggi, però, è frutto di un ampliamento voluto da Vespasiano, lo stesso imperatore che fece costruire il Colosseo. Vespasiano voleva che l’Arena ospitasse i combattimenti con i gladiatori e che questi potessero essere ammirati da 23.000 spettatori.

Le ragioni del rinnovamento dell’Arena

Si racconta, però, che l’intento di imbonirsi la popolazione non fosse l’unica ragione alla base di questo rinnovamento; ce n’era una molto personale: omaggiare una donna, Cenis, una liberta nativa di Pola, amante ufficiale dell’imperatore.

L’Arena, che prende il nome proprio dal termine latino harena (la sabbia sulla quale combattevano i gladiatori) è l’unica superstite oggi a conservare le torri angolari quadrate che caratterizzavano questa tipologia di edifici.

Qui veniva immagazzinata acqua profumata all’interno di apposite cisterne, due per torre, utile ad alimentare alcune fontane o per essere spruzzata sui presenti nelle giornate più calde.

L’anfiteatro sorgeva appena fuori dalle mura romane, su un terreno in pendenza, inconveniente superato dai suoi architetti con un basamento più alto verso il mare, sul quale si ergono ancora oggi due livelli di archi a tutto sesto sorretti da massicci pilastri e, sopra questi, un attico, forato da aperture quadrangolari.

L’intera struttura è stata realizzata in pietra calcarea, purtroppo in parte usata nei secoli successivi per costruire altri edifici della zona.

Una piccola curiosità

In periodo rinascimentale, quando la città era sotto il dominio della Serenissima Repubblica di San Marco, alcuni nobili avevano addirittura suggerito di
smontare pietra per pietra l’intero anfiteatro per riedificarlo a Venezia.

Fortunatamente il senatore veneziano Gabriele Emo si oppose con forza e gli abitanti di Pola, per ringraziarlo, gli dedicarono una statua che si può ancora ammirare proprio nei pressi di questo imponente monumento.

Il Tempio dedicato ad Augusto

L’Arena non è l’unica testimonianza di quanto Pola fosse una città fiorente dell’Impero romano, con il suo vivace porto e il suo antico foro. Di questo spazio, infatti, rimane oggi uno degli edifici più importanti: il Tempio dedicato ad Augusto.

Questo elegante monumento dalle proporzioni slanciate, è stato costruito tra il 2 a.C. e il 14 d.C. per volere di Ottaviano Augusto, già committente dell’Arena.

L’edificio sacro, con le sue raffinate colonne corinzie, ha vissuto peripezie simili a quelle del Partenone di Atene: trasformato in chiesa e poi in granaio fu infine danneggiato dai bombardamenti degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, periodo durante il quale la città era in mano all’esercito tedesco.

Fortunatamente un attento restauro ricostruttivo ne ha restituito per intero la bellezza.

Le atrocità della guerra solo in rarissime e fortunate circostanze sanno portare con sé dei benefici: è questo il caso di un esteso mosaico pavimentale, scoperto proprio grazie alle stesse bombe alleate che hanno fatto crollare parte del tempio del foro.

La sua decorazione vede un alternarsi ordinato tra motivi geometrici ed elementi naturali appartenenti a flora e fauna; tra questi soggetti più comuni spicca però il riquadro centrale della porzione di sinistra, raffigurante la punizione di Dirce, un soggetto davvero poco ricorrente nei tempi antichi.

L’arco trionfale dei Sergi

C’è infine un ultimo monumento romano che merita di essere visto per il suo incredibile stato di conservazione e per quanto sia stato amato negli anni dagli artisti, tra i quali va citato il celebre Michelangelo Buonarroti.

Si tratta dell’Arco trionfale dei Sergi, innalzato di fianco a una delle porte della città tra il 25 e il 10 a.C. dalla matrona Salvia Postuma in onore del marito Lucio Sergio Lepido, come recita l’iscrizione di dedica sull’attico.

Si tratta di un arco a un unico fornice, inquadrato da due coppie di colonne eleganti e slanciate di ordine corinzio. La sua decorazione è molto più raffinata rispetto a quella del contemporaneo arco di Augusto a Rimini: quadrighe, putti che reggono festoni carichi di fiori e frutta, e le immancabili Vittorie alate, da sempre elementi imprescindibili di questa tipologia di monumenti.

Non solo tesori dell’epoca romana

Pola non conserva soltanto tesori artistici del periodo romano, nel centro della città sono diversi, infatti, i monumenti che raccontano del periodo medievale, del dominio veneziano e di quelli successivi: austro-ungarico, italiano, nazista e jugoslavo.

Il Palazzo del Comune e la Concattedrale

Al periodo medievale risalgono il palazzo del Comune, posto nella piazza del foro, più volte maneggiato nei secoli seguenti, e la Concattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine di Pola, anch’essa ampliata e interessata da diversi interventi successivi.

Uno di questi, datato tra il 1671 e il 1707, portò alla costruzione del campanile, per il quale fu utilizzato materiale in larga parte proveniente dall’Arena romana.

La Cappella di Santa Maria Formosa e il Monastero di San Francesco

Altri due edifici sacri vanno certamente ricordati per il loro pregio: il primo è la Cappella di Santa Maria Formosa, parte di un complesso abbaziale poi demolito. Si tratta di uno dei principali monumenti paleocristiani in stile bizantino dell’Istria il cui aspetto era molto simile a quello del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna.

A questo piccolo capolavoro italiano, infatti, si ispirava, con la differenza che per la Cappella di Pola si utilizzò la pietra e non il mattone come materiale da costruzione.

Estremamente maestoso doveva essere l’interno, decorato da preziosi mosaici, i cui resti sono visibili presso il Museo Archeologico dell’Istria.

Il secondo edificio da menzionare è il Monastero di San Francesco, la cui chiesa è stata costruita nei primi anni del Trecento e presenta il caratteristico stile semplice dei complessi francescani con elementi in tardo stile romanico uniti a dettagli decorativi gotici.

Il Castello e le fortezze

Passando poi al periodo in cui Pola fu interessata dalla dominazione veneziana, va citato un monumento di grande rilevanza, da cui si può godere di una splendida vista sulla città: è il castello, fortezza veneziana ubicata sulla sommità del colle principale che si affaccia sul porto.

La sua forma quadrangolare circondata da quattro bastioni a forma di picca è stata progetta intorno al 1630 dall’architetto francese Antoine De Ville su commissione del governo veneziano, interessato a difendere Pola, centro di fondamentale importanza per i traffici marini dell’alto Adriatico, da possibili attacchi esterni.

Questo non è l’unico monumento militare della città, sono diverse, infatti, le fortezze risalenti al periodo austro- ungarico oggi visitabili; facevano parte di un’efficiente e complessa rete difensiva volta a proteggere il porto militare più importante dell’impero. Tra queste va ricordata la fortezza di Varudella, riconfigurata per ospitare l’acquario della città, il più grande della Croazia.

La statua di James Joyce

Non si può terminare questa passeggiata alla ricerca delle bellezze di Pola senza citare uno degli ultimi capolavori artistici di cui si è dotata la città. Si tratta della statua in bronzo di James Joyce, collocata tra i tavolini del caffè “Uliks” (Ulisse in croato) proprio come il titolo del suo più celebre romanzo.

L’opera, realizzata dal celebre scultore croato Mate Čvrljak nel 2003, vuole omaggiare lo scrittore irlandese che per un breve periodo della sua vita insegnò inglese proprio a pochi passi da questo bar dal quale oggi continua a sorseggiare il suo caffè all’ombra dell’Arena.

Molti sarebbero ancora i dettagli da raccontare della città di Pola e del suo variegato e unico patrimonio, ma per scoprirli davvero non vi resta che passeggiare tra le sue vie, esplorare i suoi musei, partecipare alle sue manifestazioni, immergendovi così nella sua storia.

BiVillage e le Isole Brioni

Il BiVillage, che si trova a Fazana sulla costa dell’Istria di fronte alle isole Brioni, è il luogo ideale per coloro che vogliono esplorare questo splendido arcipelago.

Il villaggio offre una vasta gamma di attività turistiche, tra cui proprio delle escursioni alle isole Brioni.

Questo gruppo di 14 isole è stato proclamato parco nazionale nel 1983. Ogni isola ha la propria bellezza naturale e il parco nazionale offre numerose attività per i visitatori, come escursioni a piedi, passeggiate a cavallo, gite in barca e immersioni subacquee.

Una delle attrazioni più emozionanti dell’isola principale è il Safari Park, dove i visitatori possono ammirare animali esotici come zebre, elefanti, etc.

Oltre alla natura e alla fauna selvatica, le isole Brioni offrono anche una ricca storia culturale.

La prima menzione storica risale al 384 d.C. e durante i secoli successivi, l’arcipelago è stato abitato da popoli come i Romani e i Veneziani. Nel corso della storia, è stato anche utilizzato come base militare durante la Prima Guerra Mondiale e come residenza estiva del presidente jugoslavo Tito negli anni ’50 e ’60.

Oggi, le isole Brioni sono un’importante meta turistica in Croazia, offrendo ai visitatori un’esperienza di natura, cultura e storia senza precedenti.

Le isole sono facilmente raggiungibili dalla terraferma e offrono sistemazioni di alta qualità, ristoranti e bar dove poter gustare la cucina locale e i pregiati vini istriani.

Scopri il BiVillage

L’autrice

Monika Petrović

Monika Petrović è nata nel 1979 a Pola.

Si è laureata nel 2004 presso la Facoltà di Scienze Umanistiche e Sociali di Rijeka e anche presso il dipartimento di Arte, specializzazione in Pittura nella classe di Marijan Pongrac.

Lavora presso il Museo archeologico dell’Istria come restauratrice di vetro, ceramica e metalli.

È membro dell’HDLU (Associazione croata degli artisti) dell’Istria.

L’arrivo delle briccole al BiVillage

Il progetto artistico per i Villaggi BiHoliday

Il viaggio da Venezia alla Croazia delle briccole d’artista di Enrico Marcato

A Monaco di Baviera, nell’elegante contesto del Lodenfrey Park, davanti alla stampa estera, il gruppo BiHoliday ha presentato la stagione estiva 2023.

E per farlo ha scelto un progetto artistico originale, intitolato “I Say Art”: raccontare un viaggio. Il progetto coinvolge i due villaggi gestiti dal gruppo: BiVillage in Croazia e Villaggio San Francesco a Caorle.

Cosa sono le briccole?

Si tratta di pali in legno – piantati, a migliaia, già ai tempi della Serenissima, su cui materialmente poggia la città – che caratterizzano la laguna di Venezia e hanno molti usi: sono preziosi indicatori “stradali” fondamentali per orientarsi tra le secche, sono strumenti che servono per ormeggiare le imbarcazioni lungo i canali, sono anche basi – si riconoscono per la testa a T – indispensabili per sorreggere i pontili.

Tre briccole, prima esposte a Venezia in concomitanza con l’ultima Biennale Arte, sono partite dall’atelier dell’artista Enrico Marcato per poi trovare nuova casa in un tratto di costa in Croazia, al BiVillage.

Le opere sono state posizionate in un punto tale per cui gli ospiti del villaggio e chiunque si trovasse a passeggiare sul lungomare potrà ammirarle. E per rendere l’dea del progetto una briccola – di dimensioni più piccole – è stata portata a Monaco ed esposta per la presentazione.

Una volta che questi pali di legno giungono a fine vita ecco che Marcato li avvia ad un riuso, trasformandoli in opere d’arte.

Ho provato e sperimentato finchè non ho trovato quello che fa parte di Enrico: le briccole di Venezia, raccontate dal 1500 in poi da qualsiasi artista nei suoi quadri: da Tintoretto, a Canaletto, solo per citarne un paio. Sono i custodi silenziosi di Venezia.

E 15 anni fa ho cominciato a recuperarle e ad inserire colpi di colore per renderle vive di nuovo. Se parliamo di questo progetto legato a BiHoliday quello che mi gratifica, dal lato umano, è sapere che queste mie opere hanno fatto un viaggio da Venezia – la città madre – fino in Croazia.

E il BiVillage di Fasana, dove sono installate, è proprio speculare a Venezia.

Dove vederle le briccole d’artista, oltre che in Croazia?

Molte delle briccole sono ben custodite in collezioni private. A Miami però se ne possono vedere, e sono posizionate all’esterno del Cipriani.

A Montreal in Canada invece sono all’interno della Fondazione Aldo Bensadoun. Poi ce ne sono a Parigi, a Ibiza. E adesso in Croazia.

Arte come linguaggio valoriale

BiHoliday abbraccia l’Arte come linguaggio valoriale oltre che esprimere quell’Art-Activism che oggi ci permette di parlare di temi socialmente importanti.

Tra questi, BiHoliday sottolinea il valore di un territorio e il suo rispetto con tutto ciò che ci gravita attorno come, ad esempio, il riuso dei materiali (e la rinascita delle briccole ne è un esempio concreto).

Ma il progetto non è finito qui. C’è anche una seconda parte che verrà svelata a breve. E che percorrerà il viaggio Italia Croazia, in senso inverso.

L’artista

Enrico Marcato

Enrico Marcato, 47 anni, vive tra Padova e Venezia, dove ha l’atelier. A Venezia ha studiato all’Accademia di Belle Arti.

Ha lavorato come artigiano e portato avanti la sua passione per la pittura.

Successivamente un’intuizione che lo ha portato a lavorare sulla briccole. Tra i primi a credere nelle sue opere Arrigo Cipriani dell’Harry’s Bar.

Viaggiare a 4 zampe

Consigli pratici per una vacanza con il tuo cane all’estero

Viaggiare con il proprio cane è un’esperienza piacevole e arricchente, ma richiede alcune attenzioni e precauzioni.

In questo articolo ti illustrerò cosa fare prima della partenza per una meta estera, durante gli spostamenti e come comportarsi in spiaggia e in montagna, in modo che tu e il tuo amico a quattro zampe possiate trascorrere una delle migliori vacanze della vostra vita.

Viaggiare con il cane all’estero

Viaggiare in Italia con il proprio amico a quattro zampe risulta decisamente più semplice rispetto a un viaggio all’estero, ma solo a livello di documenti e di mezzi di trasporto.

Oramai sono tante le nazioni pet-friendly che accolgono a braccia aperte i nostri pelosetti, ma bisogna controllare e pianificare tutto in anticipo, onde evitare scelte sbagliate che rovinerebbero la vacanza a noi e al nostro cagnolino. 

Se stai pianificando un viaggio all’estero ci sono alcune cose da tenere a mente per garantire la sicurezza e la comodità del tuo amico a quattro zampe durante il viaggio.

Ecco alcune informazioni utili su ciò che serve per viaggiare all’estero con un cane:

Documenti e vaccinazioni

Prima di partire, assicurati che il tuo cane abbia tutti i documenti e le vaccinazioni necessarie per il Paese di destinazione.

In generale, la maggior parte dei Paesi richiede che il cane abbia un passaporto europeo per animali domestici, che attesti la sua identità, i suoi vaccini e il trattamento antiparassitario.

Alcuni Paesi possono richiedere ulteriori documenti o vaccinazioni, come il vaccino contro la rabbia o la profilassi antimalarica. Verifica sempre le esigenze specifiche del Paese di destinazione informandoti o presso l’agenzia di viaggi, o presso l’ambasciata o chiedendo informazioni al tuo veterinario di fiducia.

Trasporto del cane

Durante il viaggio, il tuo cane deve essere trasportato in modo sicuro e confortevole.

Se stai viaggiando in aereo, contatta la compagnia aerea per sapere quali sono le politiche per il trasporto degli animali domestici e prenota il posto per il tuo cane con anticipo e fai bene attenzione: non tutte li accettano. La regola generale è che in cabina possono essere trasportati solo cani di peso massimo di 10 kg trasportino incluso, gli altri nella stiva con tutto ciò che ne consegue.

Alimentazione e acqua

Durante il viaggio, assicurati di portare cibo e acqua sufficienti per il suo fabbisogno. In generale, è consigliabile portare il cibo abituale del cane per evitare problemi di stomaco e diarrea. Se viaggi in aereo, verifica le regole della compagnia aerea per il trasporto di cibo e acqua per animali domestici.

Trasporto di farmaci e accessori

Se il tuo cane ha bisogno di farmaci o di accessori speciali, come guinzagli o pettorine, assicurati di portarli con te durante il viaggio. Verifica le regole locali per l’importazione di farmaci per animali domestici, poiché alcune sostanze potrebbero essere vietate in alcuni Paesi.

Regole e restrizioni locali

Prima di partire, verifica le regole e le restrizioni locali relative ai cani nel Paese di destinazione. In alcuni Paesi, i cani potrebbero non essere ammessi in determinate zone, come i parchi nazionali o le spiagge.

Inoltre, alcune strutture, come i ristoranti o gli alberghi, potrebbero non accettare cani. Informati con attenzione prima di effettuare la prenotazione. Puoi chiedere agli enti del turismo dei luoghi in cui desideri recarti, ti sapranno fornire tutte le informazioni di cui avrai bisogno.

Cura e igiene del cane

Durante il viaggio, assicurati di prenderti cura del tuo cane, mantenendolo pulito e igienizzato. Porta con te sacchetti per la raccolta delle feci e comportati come ti comporteresti in Italia. Il rispetto per gli altri deve essere sempre in cima alle nostre priorità.

Buon viaggio!

Villaggi a misura di pet

Se si ama il mare e non si vuole rinunciare alla compagnia del proprio amico a quattro zampe, i villaggi BiHoliday sono la soluzione ideale per le vacanze di tutta la famiglia.

Potrai trascorrere un soggiorno indimenticabile in un contesto naturale e accogliente, con tanti servizi dedicati a te e al tuo animale domestico.

Le strutture BiHoliday sono il luogo ideale per vivere il mare e la natura con il tuo fedele compagno, in un’atmosfera familiare e rilassante.

Prenota subito la tua vacanza pet friendly e preparati a divertirti!

I nostri villaggi

Il BiVillage (Fazana, Croazia) e il Villaggio San Francesco (Caorle, Italia) si trovano a pochi passi da splendide spiagge, tutte e due certificate Bandiera Blu!

Ogni villaggio ha una porzione di spiaggia riservata a chi viaggia con il proprio pet: la Bi Dog Beach e, al Villaggio San Francesco, potrai trovare anche un’area
di agility dedicata.

Scopri il Villaggio San Francesco Scopri il BiVillage

Conosci l’autore

Andrea Petroni

Andrea Petroni ha trasformato anni fa la sua passione in un lavoro. Ideatore del progetto vologratis.org, nato alla fine del 2009, è diventato in poco tempo uno dei Travel Blogger più importanti d’Italia.

Ama viaggiare con la sua famiglia: sua moglie Valentina, i piccoli Nicholas e Victoria e il cane basset hound Gastone.

Dal 2017 è anche autore di letteratura di viaggio, tramite i suoi libri continua a consigliare viaggiatori e turisti sui gioielli nascosti da visitare in Italia e nel mondo.

Oggi è un travel content creator da milioni di views!

Una incredibile creatività: quale sarà il suo prossimo viaggio?

Il metaverso
raccontato a mia nonna.

Un’intervista con Giosuè e Simone

Come descriveresti il concetto di metaverso a tua nonna?

GIOSUÈ – Come un film. Le direi di chiudere gli occhi e di pensarsi proprio all’interno della scatola della TV da cui si proietta la pellicola. Il vantaggio rispetto al film, però, è che questa volta potrà compiere azioni attive: potrà camminare, interagire con gli attori, acquistare prodotti, partecipare a conversazioni e molto altro. Il tutto per mezzo di visori (come degli occhiali), che la immergono in questa dimensione, e dei josystick, dei telecomandi, con cui potrà effettivamente compiere quelle azioni interattive di cui prima – acquisti, conversazioni, partecipazione ad eventi…

Se poi mia nonna avesse mai visto un videogioco, le direi di pensarsi come il personaggio che guido con i joystick, il telecomando appunto. Quello che faccio è muovermi all’interno di un mondo ricostruito, in cui incontro altri personaggi, entro in case, foreste, mangio cibi virtuali, indosso abiti che posso cambiare… Bene, il metaverso permette questo, ma in maniera potenziata. Mentre il videogioco si consuma all’interno della cornice della TV, con i visori (gli occhialetti) nel metaverso l’utente potrà girarsi a 360° e vedere un mondo interamente immersivo. Ci sono metaversi che stanno addirittura tentando di introdurre odori, sapori e i sensi, che mancano assolutamente alle tecnologie più comuni.

Credo infine che molte nonne usino le videochiamate per vedere figli e nipoti sparsi per il mondo. Uno dei limiti di queste chiamate è che spesso, per vedere cosa accade intorno ai famigliari, è necessario girare la camera, roteare il cellulare, muoversi negli ambienti; con le realtà immersive queste operazioni si limitano e si gode di un’esperienza rotonda, panoramica, multisensoriale e immersiva, appunto.

Dalla poltrona di casa, dal letto o dalla sedia a rotelle, di viaggi, queste nonne (e non solo!) ne potranno compiere tantissimi. Si è iniziato con le telefonate, poi le videochiamate e chissà, forse un giorno il metaverso sarà la modalità più impiegata. Non credo che ci vorrà molto, intanto: allacciate le cinture!

SIMONE – Se dovessi spiegare il concetto di Metaverso a mia nonna, le direi che ogni volta che ci troviamo a interagire con qualcosa che non è soltanto fisico, siamo nel Metaverso. Spesso la gente associa il Metaverso alla realtà virtuale, ma questo è solo un aspetto. Si può parlare di Metaverso come Realtà Estesa o, per una definizione più accademica, si può dire che la Realtà Estesa è il gateway verso il Metaverso. Può essere qualsiasi cosa, da sovrapposizioni digitali nel mondo fisico, come un semplice filtro Snapchat, a esperienze in VR o giochi di realtà mista come Pokémon GO. Per semplificare: tutte le realtà tecnologicamente potenziate sono, di fatto, il Metaverso. Un altro modo per comprendere il Metaverso è semplicemente quello di vederlo come il prossimo

passo evolutivo di Internet. Il termine può essere stato introdotto a scopo di marketing, ma la tecnologia dietro il Metaverso non è necessariamente innovativa e seguirà probabilmente la stessa traiettoria di altri trend del passato.

Usiamo l’analogia con il World Wide Web. Ricordi gli anni ’90? Accedere a Internet, allora, richiedeva uno sforzo pro-attivo, come scollegare la linea telefonica e connettersi a un rumoroso modem a 56k… Con la diffusione di dispositivi indossabili, IoT e connettività costante tramite smartphone, siamo ora sempre connessi e non dobbiamo più attivamente “entrare” in Internet. Il Metaverso seguirà probabilmente questa tendenza e diventerà una parte integrante della nostra vita quotidiana, come il nostro frigorifero o la lavatrice, senza nemmeno dover pensare ad accedervi. Quindi, nonna: saremo nel Metaverso quando non penseremo più al Metaverso…

Quali saranno i maggiori benefici del metaverso per il grande pubblico?

GIOSUÈ – Come annunciavo nella domanda precedente, siamo soliti pensare al viaggio come qualcosa di quotidiano, pianificabile, naturale quasi. Eppure, non è così. “Viaggiare” non è poi così democratico. Potrebbe essere caro, faticoso, debilitante, oppure impensabile per alcuni soggetti.

Il metaverso è fruibile da casa, dalla carrozzina, dal più remoto dei comuni e geografie; l’infrastruttura necessaria ormai la conoscete: i visori, i joystick e della connessione internet. Non che questa sia accessibile a tutti, sia chiaro, ma la velocità con cui questi strumenti cadono in obsolescenza è tale, che i costi si abbattono in fretta.

Proprio per le limitate esigenze, il metaverso è impiegato in svariati campi. Ci sono università che per esempio tengono lezioni duali (in classe e nel metaverso, appunto), consentendo a studenti che non abitano in città, di abbattere i costi di affitti e trasferimento e di godere di una lezione da casa, ma immersiva. Ciò comporta che chiunque, da ovunque, possa frequentare (anche) le migliori università al mondo, da casa, abbattendo di molto i costi.

Dunque dal turismo, alla formazione, alle locazioni, i trasporti e l’ambiente, il metaverso si propone come un’opportunità interessante – e sicuramente perfettibile – per diversi campi, saperi e industrie.

SIMONE – Questa è una domanda interessante. Stiamo già assistendo ai benefici del cosiddetto “Metaverso industriale” in vari settori, tra cui R&D, la sanità e l’automotive. Mi piace suddividere il Metaverso in due tipi: auto-referenziale e strumentale. Il Metaverso auto-referenziale si riferisce a quei casi d’uso in cui il Metaverso è l’obiettivo finale anziché solo un mezzo per raggiungerlo. Ad esempio, quando si gioca a un videogioco come Call of Duty, l’esperienza e tutte le attività economiche correlate iniziano e finiscono all’interno del gioco. Tuttavia, se vediamo il Metaverso come uno strumento o un mezzo, il suo potenziale diventa ancora più interessante. In poche parole, il Metaverso può portare valore se e quando risolve problemi reali IRL. Un esempio di uso virtuoso del Metaverso che ho incontrato di recente arriva dall’Italia, quindi ne sono

particolarmente orgoglioso. Quattordici giovani pazienti dell’Ospedale Santobono a Napoli hanno potuto assistere alla finale di Champions League tra Real Madrid e Liverpool tramite visori VR, sentendosi come se stessero guardando la partita dalla prospettiva dei giocatori allo Stade de France di Parigi invece che da una stanza d’ospedale. Questo è stato un fantastico utilizzo sociale della tecnologia VR in un ambiente ospedaliero, per far sorridere i bambini e offrir loro un’esperienza unica e memorabile.

Quanto tempo impiegherà questa nuova frontiera tecnologica per diventare parte integrante della nostra vita quotidiana?

GIOSUÈ – Nell’ottobre del 2021, Marck Zuckerberg ha annunciato che il suo gruppo – che oltre a Facebook include anche Instagram e Whatsapp – si chiamerà proprio “Meta” – abbreviazione di meta-verso. L’annuncio è stato seguito da un video, che mostra proprio come le tecnologie che siamo soliti utilizzare – Whatsapp, Instagram e in primis Facebook – sono intese per evolversi e diventare immersive. Dunque è in cantiere che i nostri profili Facebook possano presto disporre di un avatar – già in molti ne hanno creato uno di sé stessi – che entrerà proprio in un mondo con servizi, attività, ed eventi.

Dunque sebbene non ci siano istanze già concrete ed esecutive di questo processo di “metaversizzazione,” in qualche modo, tutti, ne siamo già attori in fila di attesa.

SIMONE – La risposta non è netta. Tecnologicamente parlando, ci stiamo arrivando. Tuttavia, potremmo ancora essere a qualche decennio di distanza per quanto riguarda la tecno-accettazione diffusa. Ti è mai capitato di leggere in Douglas Adams? Oltre ad essere l’autore dell’esilarante Guida galattica per autostoppisti, era un grande sostenitore dell’innovazione. In un saggio del 1999 intitolato “Come smettere di preoccuparsi e imparare ad amare Internet”, pubblicato sul Sunday Times, Adams ha delineato alcune linee guida per il nostro rapporto con la tecnologia. Credeva che qualsiasi cosa esista quando si nasce sia considerata normale, qualunque cosa inventata tra i 15 e i 35 anni sia vista come innovativa ed entusiasmante e qualunque cosa inventata dopo i 35 anni sia, beh… innaturale! Fai i conti… Per molte persone, il Metaverso potrebbe sembrare insolito e innaturale. Tuttavia, avere un atteggiamento aperto e ricettivo verso la tecnologia è fondamentale se non vuoi essere lasciato indietro.

Quali saranno i punti a cui dovremo porre attenzione?

GIOSUÈ – Ci sono state situazioni in cui degli avatar hanno mosso azioni di violenza e palpeggiamento verso altri utenti… Lo so, a dirla così può sembrare comico e forse surreale, ma non dimentichiamo che dietro a quegli avatar c’è sempre un essere umano, e dunque vittime e carnefici. È come per i social e i famosi “leoni da tastiera,” è vero che non li vediamo fisicamente, ma percepiamo comunque le malevoli intenzioni di insultarci, esporci, denigrarci pubblicamente… Sarà

dunque necessario che la polizia postale, i nostri legislatori e le comunità digitali stesse denuncino, riportino, formalizzino e controllino questi mondi, che come tali hanno bisogno di regole, vigilanza, etica, deontologia e responsabilità sociale.

SIMONEL’interoperabilità, senza dubbio. È sicuramente un aspetto cruciale dello sviluppo del Metaverso. Senza di essa, investire in una particolare piattaforma metaversica potrebbe portare a delusione poiché c’è il rischio che diventi obsoleta nel giro di pochi anni. Per ottenere un Metaverso decentralizzato, aperto e coeso, è cruciale assicurare che i beni digitali, come gli ambienti 3D, gli avatar, gli NFT, i terreni, le skin degli avatar e altri elementi, possano essere trasferiti senza soluzione di continuità tra le piattaforme.

Ciò siginifica, per esempio, giocare a un gioco, guadagnare un bene digitale, venderlo su un mercato secondario, ricevere il pagamento in criptovaluta, acquistare una skin dell’avatar in un altro gioco e indossarla in qualsiasi mondo virtuale si desideri. Questa interoperabilità è l’essenza stessa della decentralizzazione e il fondamento del Web 3.0. Sebbene abbiamo ancora molta strada da fare prima di raggiungere questo livello di interoperabilità, è un passo fondamentale verso lo sviluppo del Metaverso.

Cosa non potrà sostituire il metaverso del nostro mondo reale?

GIOSUÈ – Vi assicuro che il metaverso ci farà affezionare sempre di più alla nostra amata (?) umanità. Quelle sessioni immersive, gradualmente più performanti, prestanti e in evoluzione, comporteranno, oltre a tante ore spese in quei mondi, un parallelo senso di saturazione, claustrofobia e necessità di ossigenazione, che già viviamo quando entriamo in altre dimensioni immersive: immaginate le call su zoom, le ore spese di fronte ad un videogioco, o banalmente di fronte alla TV. Quando ci rendiamo conto che abbiamo passato ore di fronte a quegli schermi, bramiamo l’aria fresca, una passeggiata, una chiacchiera reale al bar. Bene, credo che il metaverso renderà sempre più unica e rara quella seconda fase, al punto che secondo me si istituiranno i “detox days,” i giorni di disintossicazione dalla tecnologia. Dunque verosimilmente più metaverso, ma anche più umanità!

SIMONE – Non riesco proprio a pensare a nulla… La maggior parte delle persone sembra percepire la realtà come un concetto binario, con la distinzione tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Tuttavia, è importante riconoscere che questa prospettiva è limitata e potrebbe presto diventare obsoleta. Nel suo libro “Reality+”, il tecnofilosofo David Chalmers propone un nuovo modo di intendere la realtà, in cui la realtà estesa viene considerata tanto reale quanto quella fisica.

Con gli avanzamenti tecnologici, Chalmers prevede che il Metaverso diventerà presto così indistinguibile dal nostro mondo fisico da rendere insignificante persino cercare di distinguere tra i due. Io lo chiamo “l’Effetto Roblox”: per mio figlio, giocare con un avatar in un mondo virtuale a 1.000 km di distanza o con un amico nel mondo fisico non fa differenza. Le linee tra realtà percepibile e realtà virtuale si sfumeranno e la distinzione tra il mondo digitale e quello fisico verrà cancellata prima di quanto pensiamo o vogliamo…

Quali sono i maggiori benefici del metaverso nell’ambito di ARTE/ TURISMO?

GIOSUÈ – Ne abbiamo già parlato prima, ma faccio qualche altro esempio concreto per capire ancora di più questa tecnologia. Qualche mese fa, il Ministero degli Esteri dello stato di Tuvalu, un arcipelago nell’Oceano Pacifico, ha lanciato un messaggio fortissimo: in occasione del COP27, l’evento internazionale per coordinarsi sulle sfide ambientali di oggi e di domani, questo politico, Simon Kofe, ha deciso di presenziare il suo discorso proprio dall’Oceano, tirando su i pantaloni per rendere visibile lo stato di innalzamento delle acque dovuto dal cambiamento climatico.

Oltre a ciò, Kofe ha comunicato che l’intero Stato sarebbe stato digitalizzato (proprio mappato e reso digitalmente nella sua geografia) e lanciato nel metaverso. A causa della potenziale sparizione del paese, infatti, questa tecnica, seppur contestabile, renderà sempre possibile la “visita” dello stesso. E dunque, in questo modo, i futuri cittadini di Tuvalu potranno sempre fruire del loro paese, di com’era, come sembrava… Seppure il caso ci sembri alieno, immaginate l’Italia: 7500 chilometri di costa anch’esse minacciate da queste pericolosità. Non che il metaverso salvi queste “Atlantidi” del mondo, ma sicuramente forniscono una soluzione laterale, di recupero e salvaguardia.

SIMONE – Ce ne sono molti, in realtà! Il Metaverso ha numerosi vantaggi per il settore turistico, come migliorare le esperienze di prenotazione diretta in mondi virtuali con interfacce grafiche senza attriti, promuovere l’urgenza all’acquisto, fornire esperienze MICE immersive, attrarre pubblici più giovani attraverso la gamification, aumentare le vendite dirette, l’engagement della community, sovrapposizioni AR su destinazioni storiche del mondo reale, pubblicità mirata attraverso la raccolta di dati, il superamento delle limitazioni del Web 2.0, le DAO, la pubblicità nativa, esperienze di viaggio per coloro che hanno limitazioni di mobilità, formazione interattiva del personale, migliori livelli di privacy attraverso la blockchain, e alternative sostenibili ai viaggi di massa, solo per citarne alcuni.

L’impatto del Metaverso sul turismo è evolutivo piuttosto che rivoluzionario. Non sostituirà completamente il viaggio, ma giocherà indubbiamente un ruolo, specialmente nelle prime fasi del traveller’s journey. Attualmente scegliamo gli hotel in base a foto, video e recensioni, ma il Metaverso ha il potenziale per fornire un’esperienza più immersiva. Potremo avere un “assaggio” di una destinazione e prenotare una camera d’albergo o un tavolo al ristorante, il tutto comodamente da casa nostra. Ciò può essere considerato una forma avanzata di “try before you buy”. Stiamo solo cominciando a scoprire ciò che il Metaverso ha da offrire, e il potenziale del suo impatto sul turismo è enorme.

GIOSUÈ PREZIOSO

Giosuè Prezioso è professore e ricercatore con esperienza internazionale e attualmente Direttore degli Studi dell’università Unicollege di Torino – il più giovane Direttore Accademico in Italia. Dopo gli studi in America, si specializza da Christie’s – la prima casa d’aste al mondo – per poi proseguire con un dottorato e una specializzazione presso l’Università di Reading e la Graduate School dell’università di Harvard.

Da professore Giosuè ha tenuto corsi presso prestigiosi istituti internazionali, fra cui l’Università americana di Firenze, l’Universidad Rey Juan Carlos di Madrid, la Camera dei Deputati e la John Cabot University.
È il primo docente in Italia ad aver importato la crypto arte in un contesto accademico, nonché fra i primi ricercatori ad aver pubblicato articoli, interviste televisive e di settore sul tema. Da Professore per l’Università degli Studi di Bari è stato altresì autore del lancio della prima biblioteca e asta NFT in un contesto accademico, nonchè dell’ateneo nel metaverso – raggiungendo recensioni su Forbes, The Cryptonomist, Arizone State University e la Rai, fra gli altri.

È in pubblicazione un suo libro con la prestigiosa Cambridge Scholars Publishing, per cui, da autore, mette insieme alcuni dei protagonisti della scena art-tech contemporanea mondiale.

SIMONE PUORTO

Simone Puorto è un consulente e oratore visionario con 25 anni di esperienza nel settore.
È un autore pluri-pubblicato ed è stato determinante nell’organizzazione del primo evento di viaggi e ospitalità nel metaverso, Polybius.
Simone è un ricercato docente di MBA, e ha insegnato presso stimate istituzioni come ESSEC, Les Roches, 24Ore BS, Università di Parma, Ca’ Foscari, Swiss Hotel Management School e IMHI.
Fa parte del comitato consultivo di diverse aziende leader, tra cui BWG, RobosizeME, Vision, TelltheHotel, E23 Delivery, GAIN e PlayHotel.
In qualità di Metaverse Evangelist per Olimaint e Hospitality Net, Simone si dedica all’esplorazione del futuro dei viaggi e dell’ospitalità. È anche il fondatore dell’acclamata società di consulenza Travel Singularity, con sede tra Roma e Parigi.
Simone è appassionato di come plasmare il futuro dei viaggi attraverso soluzioni innovative e sostenibili.

GAME ROOM Bivillage

Il BiVillage di Fazana, in Croazia, offre tantissime attività all’aria aperta da poter praticare con tutta la famiglia ma, dallo scorso anno, c’è una novità per tutti gli amanti dei videogiochi e che vogliono approcciarsi al metaverso: una nuova gaming room.

Nella sala giochi Meta Z si potranno trovare le più moderne attrezzature di gioco, tra cui Playstation 5, PC da gaming, VR e accessori, per divertirsi con giochi di ogni genere e difficoltà.

La sala giochi è aperta tutti i giorni dalle 11:00 alle 23:00 su prenotazione e ha a disposizione schermi 4K da 55” e 75”.

Molte sono le attività che si possono praticare all’interno: dalla partecipazione ai vari tornei organizzati, alle sfide tra amici, oppure si ha la possibilità di giocare o provare l’emozione della realtà virtuale individualmente.

Il BiVillage è la destinazione ideale per gli amanti del mare che non vogliono rinunciare alle loro passioni nemmeno in vacanza, potrai sfidare altri ospiti del villaggio o fare nuove amicizie in un clima di allegria e cordialità.

Una vacanza arcobaleno

Michela Bonafoni intervista Alessia Crocini, presidente de “Le Famiglie Arcobaleno”

Presentaci la tua meravigliosa famiglia

Mi chiamo Alessia Crocini, ho 48 anni e vivo a Roma. Nella vita mi occupo di comunicazione, scrittura e insegnamento ma sono anche una attivista per i diritti civili e da un anno presidente di Famiglie Arcobaleno, un’associazione che riunisce genitori, aspiranti genitori e sostenitori dei diritti delle famiglie composte da due mamme o due papà o da genitori single LGBTQI+.

Sono madre di un bambino di 8 anni e mezzo nato dalla relazione con la mia ex compagna grazie a un percorso di PMA (procreazione medicalmente assistita) fatto in Spagna.

Possiamo dire che ogni famiglia arcobaleno nasca da un viaggio perché non essendoci in Italia una legge che consenta a due genitori dello stesso sesso di mettere al mondo figli e figlie, la
maggior parte di noi aspiranti mamme si sposta in Spagna, Danimarca, Olanda, mentre i papà compiono percorsi di GPA (gestazione per altri) perlopiù in Canada o negli USA. Le nostre famiglie nascono in viaggio e l’accoglienza delle persone che lavorano nel settore dei trasporti e del turismo può fare davvero la differenza in momenti così importanti delle nostre vite.

Attualmente la mia è una famiglia allargata e ricomposta visto che la mia compagna ha 3 figli (!) e quando partiamo insieme siamo una squadra composta da due donne e 4 ragazzini di età che
vanno dagli 8 ai 15 anni, con esigenze e interessi diversi.

Quali sono i limiti sociali che incontrate nelle vostre quotidianità?

I limiti che incontra una famiglia omogenitoriale sono a volte gli stessi che può incontrare ogni famiglia “sui generis”, penso ai genitori single e a quelli adottivi, alle famiglie ricomposte, multietniche o immigrate, alle coppie molto giovani o in età avanzata. Ogni portatore di differenza provoca negli altri una reazione di sorpresa e spesso di inadeguatezza, non per malafede ma spesso per semplice mancanza di conoscenza e preparazione. Basterebbe non dare per scontato che ogni bambin* abbia due genitori di sesso diverso, che genitori e figli abbiano la stessa provenienza geografica, lo stesso colore della pelle, lo stesso DNA, lo stesso cognome.

Per le famiglie arcobaleno negli anni le cose sono decisamente migliorate rispetto a 5 o 10 anni fa: la legge sulle unioni civili, l’aumento e la maggior visibilità delle coppie dello stesso sesso con figl* ha generato un cambiamento positivo che è tuttora in atto. L’unica nota negativa resta quella legale, non essendoci in Italia una legge che permetta ad entrambi i genitori di una coppia dello stesso sesso di riconoscere i figli e le figlie alla nascita. Nonostante questo, nella vita di tutti i giorni l’accoglienza e l’apertura della società nei confronti delle nostre famiglie è sicuramente più avanti delle leggi.

La mancanza di un riconoscimento legale per entrambi i genitori può provocare problemi pratici perché ad esempio nel mio caso solo la mamma che ha partorito risulta madre di nostro figlio e questo mi obbliga a viaggiare con deleghe, fotocopie di documenti, permessi della Questura per volare con un minore. E questo può spesso provocare domande inopportune e imbarazzanti per me e mio figlio da parte del personale addetto al check-in o alla reception di un hotel.

Cosa vorresti trovare come mamma all’interno di un luogo turistico?

Nel turismo e in particolare all’interno di una struttura ricettiva credo che la formazione del personale sia un primo passo importante per accogliere al meglio una famiglia arcobaleno: non dare per scontato il numero e il genere dei genitori, creare moduli inclusivi ad esempio per i mini club dove al posto di “mamma/papà” ci sia la dicitura più inclusiva “genitore o chi ne fa le veci”, fare accoglienza dei clienti non dando per scontato che una donna abbia un marito e viceversa.

Quali sono i criteri di scelta per la vostra vacanza?

Una famiglia omogenitoriale sceglie una vacanza in base ai propri gusti personali (mare/montagna, villaggio/campeggio) ma nel caso di un viaggio all’estero sicuramente non trascura la situazione riguardo ai diritti LGBTQI+ del Paese che si appresta a visitare, questo per tutelare prima di tutto i minori.

È difficile che una famiglia sappia prima di partire, se non attraverso il passaparola con altre famiglie arcobaleno, quale sarà il livello di accoglienza e la preparazione del personale in un determinato villaggio turistico o family hotel e in quel caso ci si affida alla fortuna o si finisce per fare una formazione live nella struttura ricettiva!

Quanto pensi sia importante un’educazione inclusiva ed una formazione idonea da parte di uno staff di accoglienza e di formazione?

Come genitore sarei felice di trovare un personale preparato su ogni tipologia di famiglia, soprattutto da parte di quelle figure che sono a stretto contatto con bambin* e ragazz* per non mettere loro in situazioni imbarazzanti o dolorose.

Pensi ci siano ancora molti passi da fare per arrivare ad un turismo inclusivo?

L’Associazione de “Le Famiglie Arcobaleno” pensi possa collaborare per consigliare metodologie di comunicazione e di organizzazione interna ad una struttura turistica?

Penso che qualcosa si stia muovendo in Italia per creare ambienti più inclusivi nel settore del turismo ma che ci siano ancora enormi margini di miglioramento.

L’associazione Famiglie Arcobaleno si occupa da sempre di formazione per la Pubblica Amministrazione, le scuole di ogni ordine e grado, le professioni sanitarie e legali, e sono certa possa contribuire a migliorare il livello di inclusività delle strutture turistiche. I pregiudizi nascono quasi sempre dalla non conoscenza, l’incontro e il dialogo creano invece circoli virtuosi che aumentano il livello di benessere creando ambienti aperti e accoglienti.

L’Italia è ancora il fanalino di coda in Europa per i diritti LGBTQI+ ma è anche il Paese in cui i
bambini e le bambine sono sempre accolt* in modo caloroso
e posso dire che quando in spiaggia mio figlio chiama “MAMMA” e a rispondere siamo in due, le reazioni delle persone intorno sono magari curiose o sorprese ma certamente non ostili.

Il Villaggio San Francesco di Caorle (Italia) ed il BiVillage di Fazana (Croazia) sono
un’ottima destinazione per le famiglie che cercano una vacanza all’insegna del relax e del divertimento.

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Entrambi i campeggi offrono molte attività pensate appositamente per bambini, come ad esempio animazione, giochi, laboratori creativi e sport acquatici.

Una delle principali attrazioni che offrono i villaggi sono le loro piscine, sia per adulti che per bambini, con scivoli d’acqua e aree idromassaggio.

Dotati di accesso diretto alla spiaggia, si potrà godere del sole e del mare in un ambiente sicuro e controllato.

Vengono inoltre organizzati eventi speciali per le famiglie, come serate a tema e feste, dove i bambini possono divertirsi insieme ai loro coetanei sotto la supervisione del personale del campeggio.

Per i più piccoli i villaggi offrono anche un mini club, dove si può partecipare a laboratori creativi e attività di gioco con dipendenti qualificati. In questo modo, i genitori possono godersi un po’ di tempo libero, sapendo che i loro figli sono al sicuro divertendosi.

Molte sono le opzioni di ristorazione, tra cui bar e ristoranti, dove si potranno gustare piatti della cucina italiana e internazionale.

In sintesi, il Villaggio San Francesco di Caorle ed il BiVillage di Fazana sono un’ottima scelta per chi cerca una vacanza divertente e rilassante.

Con una vasta gamma di attività per tutte le età, servizi di qualità e un’atmosfera accogliente, in grado di soddisfare le esigenze di tutte le famiglie che li scelgono come meta delle loro vacanze estive.